Siamo grati a Sr. Clare Nolan RSG e Sr. Jean Schafer SDS di averci permesso di usare l’articolo di Sr. Clare apparso su “Stop al traffico” Vol. 1 No. 3 del 5 Novembre 2003.

Esprimiamo inoltre la nostra gratitudine per il permesso di usare la testata di “Stop al traffico” accordatoci da Sr. Jean Schafer. Si tratta infatti di materiale protetto dal diritto d’autore.

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TRAFFICO DI VITE UMANE


"Analisi del fenomeno del traffico di vite umane: tra 'Consapevolezza' e 'Azione'”


L’appello dell’USIG e della LCWR/CMSM (Conferenza delle Superiore e dei Superiori Maggiori) ad approfondire il tema del traffico delle donne nel 2001, è stato preso sul serio. Molte congregazioni hanno approfondito la loro consapevolezza e formazione sull’odioso tema del traffico internazionale a fini di schiavitù e prostituzione.

Anche i convenzionali canali di comunicazione hanno dato rilievo al tema. Il National Geographic Magazine ha pubblicato un articolo nel settembre 2003, sugli Schiavi del 21° Secolo; Public Broadcasting's Wide-Angle, nell’ultima settimana di settembre, ha trasmesso un’ora di programma sul traffico di vite umane e nel discorso tenuto alla 58° Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in settembre, il Presidente USA ha parlato sul tema.

Sorge allora la domanda: “Ma cosa possiamo fare”?

Azione malgrado l’orientamento, io credo che ci sia un forte bisogno di analisi critica sociale sul tema del traffico di vite umane. Anche la gradita attenzione dei mezzi di comunicazione può celare la mancanza di un impegno deciso verso la lotta al traffico di vite umane. Perché nonostante una tale attenzione il fenomeno continua a crescere? Il traffico di vite umane non accade nel vuoto. Senza una chiara analisi e una critica costante, maturate in una realtà evangelica desiderosa di giustizia, sicuramente non riusciremo a compiere le nostre piccole azioni quotidiane che potrebbero avere un impatto sulla lotta al traffico di vite umane.

Penso che sia necessario collocare con coraggio il SISTEMA del traffico all’interno dei sistemi della globalizzazione economica e del patriarcato sbilanciato. Così facendo, consapevolezza e attenzione al traffico di vite umane sono direttamente collegate alle esperienze di tutti i giorni.

Non è una coincidenza che il fortissimo incremento del fenomeno sia stato simultaneo rispetto all’eccezionale andamento della globalizzazione economica. La globalizzazione economica sostiene il consumismo capitalistico liberale, il profitto come fine e vede ogni cosa attraverso la lente dello scambio di merci. Anche salario e lavoro sono ora difficili da collegare alla persona umana alla quale sarebbero strettamente legati. Nonostante l’impareggiabile ricchezza generata dalla globalizzazione, il numero di poveri nel mondo continua a crescere, e il 70% è costituito da donne.

Inoltre, il patriarcato è un sistema ingiusto che pervade le società del mondo.  Esso favorisce il privilegio e il dominio maschile che fornisce agli uomini la prerogativa sessuale a trattare le donne come oggetti. Ripetutamente e in contesti diversi, il traffico di vite umane viene condannato mentre la prostituzione ottiene un tacito consenso con una strizzata d’occhio. Ma c’è una netta divisione tra prostituzione e traffico di vite umane per lo sfruttamento sessuale. Essi sono punti su un continuum di degradazioni e violazione delle donne.

Quando tali associazioni sistemiche non riescono ad essere realizzate, noi restiamo con un desiderio contraddittorio di interrompere il traffico di vite umane sostenendo sistemi sociali operanti. Allora diventa più facile, per il governo USA, stanziare $50,000,000 per azioni di recupero delle vittime del traffico piuttosto che “collegare i punti” tra uso militare della prostituzione e traffico di vite umane. Allora è facile denunciare il traffico e non fare riferimento alla crescita della povertà mondiale che rende le donne vulnerabili al traffico. Per il secondo anno di seguito, la povertà sta crescendo nel nostro paese. Una tale situazione mette le basi per il rischio-prostituzione e traffico delle ragazze sia a livello nazionale che internazionale di vite umane.

E nel nostro piccolo, è più diffuso - e facile - condannare il traffico di vite umane (che è così lontano!) piuttosto che sfidare qualcuno che conosciamo, che pensiamo condivida lo sfruttamento delle donne nella prostituzione. È più facile condannare il traffico piuttosto che intraprendere una campagna locale contro la pubblicità che presenta le donne come merci. È più facile accettare passivamente i nostri sistemi militari che “ci proteggono contro il terrorismo” piuttosto che chiedere riguardo ai loro regolamenti e comportamenti favorevoli allo sfruttamento delle donne.

Così prima di affrettarci a chiederci “Cosa possiamo fare"? io propongo di chiederci: “Cosa stiamo facendo”? che appoggia i sistemi a favore di una depravazione come il traffico di vite umane?. Prima di contrastare il male del traffico, dobbiamo resistere al genere di sistemi economici globali che impoveriscono le donne e i bambini, opporci fisicamente ai modi  con cui agli uomini è permesso dominare le donne. Dissociatevi dai profitti della globalizzazione e dal patriarcato. Poi affrontiamo insieme in termini più specifici la domanda: “Cosa possiamo fare per mettere fine al traffico di vite umane”?

                                       - Clare Nolan, Rappresentante ONG, Suore del Buon Pastore
                                         in Special Consultative Status with ECOSOC, United Nations

Coalizione delle Organizzazioni Cattoliche Contro il Traffico di Vite Umane

 

La Coalizione delle Organizzazioni Cattoliche contro il Traffico di Vite Umane è costituita da agenzie cattoliche nazionali e internazionali che lavorano per eliminare il flagello del traffico di vite umane

I principali propositi della Coalizione sono:

btn.gif (419 bytes) formulare progetti per combattere il traffico e aiutare le sue vittime;

btn.gif (419 bytes) promuovere lo sviluppo di servizi per le vittime del traffico e combattere l’impoverimento delle sue vittime;

btn.gif (419 bytes) dialogare con i governanti e tutti coloro che sono coinvolti a livello politico su questo tema;

btn.gif (419 bytes) elaborare strategie per educare, incrementare la consapevolezza e azioni divulgative.


Se desiderate ricevere maggiori informazioni sulla
Coalizione delle Organizzazioni Cattoliche Contro il Traffico di Vite Umane, contattate:

Mary Ellen Dougherty, SSND
tel: 202-541-3256
e-mail: MDougherty@usccb.org o srstvics@usccb.org

 

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