A CONFRONTO CON L’ISLAMOFOBIA
Mentre il mondo islamico reagisce alle caricature di Maometto, fondatore dell’Islam, gli uomini di buona volontà cercano di promuovere una maggiore tolleranza e l’estinzione di ogni forma di razzismo e di discriminazione fatta in base al colore della pelle, alla religione o all’appartenenza etnica. Nel 2002 il Dipartimento per l’informazione pubblica dell’ONU (DPI) ha dato inizio ad una serie di conferenze dal titolo “Disimparare l’intolleranza: Educazione alla tolleranza e alla conoscenza reciproca”. E` una serie di conferenze che offre la possibilità di parlare di come l’intolleranza, dovunque si trovi e per qualsiasi motivo sia nata, può essere “disimparata” attraverso l’educazione, l’accoglienza e l’esempio. Queste conferenze sono nate in risposta alla richiesta di avere un “dialogo tra civiltà” e di creare una “cultura di pace”. Sono aperte alle organizzazioni non governative, agli ambasciatori, al personale dell’ONU e alla società civile.
ISLAMOFOBIA: La seconda conferenza della serie era un seminario in cui si parlava dell’ISLAMOFOBIA, che significa paura dei musulmani. Il segretario generale Kofi Annan ha dato inizio all’incontro dicendo che è triste sapere che c’è una nuova parola nel vocabolario, “islamofobia”. Il messaggio di quel seminario è valido anche oggi.
Tra i relatori c’erano dei grossi studiosi islamici, cattolici ed ebrei e di rappresentanti dell’ONU. Dopo le relazioni ci fu una discussione aperta tra i relatori e con il pubblico. Qui faccio una sintesi di quello che è stato detto. In poche parole, ci viene chiesto di proclamare la verità!
Nonostante le pressioni della vita in una società multiculturale siano vere, non si può giustificare la demonizzazione e la paura dell’”altro”. L’informazione sulla religione e sulle tradizioni altrui fanno superare i miti, le paure e le falsità. Non bisogna lasciare che i mass media si allontanino dalla verità. Il terrorismo non dovrebbe essere caratterizzato in modo stereotipico come atto religioso. Il terrorismo è una distorsione inaccettabile della religione. E` facile imparare l’intolleranza ma è difficile disimpararla.
Un professore dell’Università Georgetown ha osservato che l’anti-islamismo una volta era inserito nell’antisemitismo. I cristiani consideravano, dopo la venuta di Gesù, gli ebrei e i musulmani come “falsi profeti”. L’atteggiamento anti-giapponese dopo la Seconda guerra mondiale non venne mai considerato anti buddista o anti shintoista. Con la diffusione del colonialismo, l’islamofobia non esisteva, ma ora è ritornata. Perchè?
Due motivi importanti:
- Prospettiva islamica: nella cultura post coloniale l’islam voleva essere se stesso, recuperare la propria identità perduta. E questo ha portato al fanatismo.
- Prospettiva occidentale: C’era bisogno di avere un “altro”. Per un po’ l’”altro” fu l’Unione Sovietica. Ora l’“altro” è diventato l’islam.
Altri motivi: La Palestina è una ferita aperta; l’oppressione alimenta il fanatismo. I mass media si concentrano sull’estremismo, mentre le brave persone che riescono a vedere la differenza tra fanatismo e pratica religiosa non fa notizia. In questo modo viene alimentato l’odio, e si basa su false premesse.
Lo studioso cattolico: Non abbiamo bisogno di temere l’islam, dobbiamo temere l’ignoranza. La tolleranza esige che la persona tollerante abbia una certa fiducia in se stessa. Ora gli occidentali hanno paura dell’islam a causa del terrorismo, proprio come era nelle intenzioni del terrorismo. Si crea un atteggiamento di “contro di loro”, invece dobbiamo cercare di scoprire la verità. Tutte le grandi religioni devono confrontarsi con se stesse e correggere quello che è sbagliato. Questo ci aiuterà a vedere umilmente il bene negli altri e a trovare modi di collaborare come figli dell’unico Dio.
Sono emersi dei falsi presupposti e le relative correzioni:
- L’islam è un entità omogenea, monolitica. No: ci sono varie scuole di pensiero all’interno dell’islam.
- L’islam vuole dominare l’occidente, dal Golfo del Messico al Golfo Persico. No: i diciottenni musulmani vogliono studiare in Occidente, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.
- E` un nemico dell’ebraismo e del cristianesimo. I musulmani non hanno partecipato alla conquista del “nuovo mondo” nel 1492, e non hanno avuto Auschwitz. Sono stati più tolleranti nei confronti di altre religioni.
- E` contro la modernità. No: è contro la distruzione e lo sfruttamento dell’ambiente. Non è contro la democrazia.
Per arrivare alla verità dobbiamo educarci a vicenda. Ci sono studiosi sinceri nell’Occidente e anche nel mondo islamico. Dobbiamo colmare il divario dei pregiudizi con la verità. La civiltà europea non sarebbe arrivata a questo punto senza il contributo dell’islam.
FATTI: Meno del 10% dei musulmani sono arabi. La maggioranza dei musulmani si trova in Asia e in Africa. I musulmani nel mondo sono un miliardo.
POSITIVOFOBIA: Uno studioso dell’università del Cairo ha detto che dobbiamo smetterla di usare parole come antisemitismo, islamofobia e dobbiamo concentrarci invece sulla compassione e sul rispetto reciproco. Abbiamo bisogno gli uni degli altri per far vivere in pace tutti i figli di Dio. Come possiamo dimenticare tutti i paesi arabi e musulmani schierati con gli alleati contro la Germania nella seconda guerra mondiale? Perchè parliamo di eredità giudeo-cristiana ed escludiamo l’islam? Siamo le tre religioni abramiche, le tre religioni monoteistiche del mondo. Abbiamo in comune dei valori importanti. Il Corano nomina Gesù 27 volte, Mosè 128 volte e Maometto solo 4 volte.
Lo studioso ebreo: L’unico modo per superare i pregiudizi di ogni tipo è essere sinceri e oggettivi rispetto alla gamma di valori in cui si crede. C’è un dibattito acceso all’interno dell’islam e anche con altre religioni che si stanno confrontando con l’islam. Dobbiamo tenere gli occhi aperti e accorgerci dell’orrore che ci circonda. I leader delle varie religioni devono insegnare la verità per superare le falsità che portano a tante sofferenze per tutti.
INIZIATIVE PROPOSTE: Per informazioni dettagliate sull’islam andare sul sito www.islam.about.com/od/basicbeliefs Libri scritti da Karen Armstrong: The Battle for God (Battaglia per Dio); Islam (Islam); A History of God (Una storia di Dio). Per partecipare alla soluzione siamo chiamati a fare quello che possiamo per sanare queste ferite. Avere rispetto per l’”altro” e pregare per crescere nell’accoglienza reciproca. Suor Bernadette Sullivan, SFP
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