L’ELIMINAZIONE DELLA POVERTÀ

“Voler eliminare la povertà significa voler sanare le piaghe dell’umanità insieme a quelle dell’ambiente, dei rapporti culturali, sociali, economici e religiosi”. 

photo


di suor Marie Augustine N’Dione, SFP

Pace e bene a tutti voi!

Il tema di questo mese, “L’eliminazione della povertà” diventa oggi un compito sempre più difficile e nello stesso tempo una responsabilità per ciascuno. Per poter scrivere queste poche righe mi sono lasciata ispirare dal nostro carisma, più che mai attuale.  

photo

Naturalmente eliminare la povertà significa voler ottenere a tutti i costi l’obiettivo fondamentale di uno sviluppo sostenibile che va incontro non solo ai bisogni della nostra età ma anche delle generazioni future. È una lotta che ha delle esigenze fondamentali, come il cambiamento di comportamento, non solo a livello personale ma anche comunitario. 

Voler eliminare la povertà significa voler sanare le piaghe dell’umanità insieme a quelle dell’ambiente, dei rapporti culturali, sociali, economici e religiosi. Lasciare ad un bambino il sogno di avere una vita senza malattie e fame in un paese senza conflitti non può essere un’utopia. Migliorare le condizioni di vita di queste popolazioni è una priorità assoluta (e urgente) per arrivare ad azioni concrete con la realizzazione di progetti.  In tutto questo i nostri governi devono avere un ruolo se vogliamo che ci sia una distribuzione equa dei beni per consentire una vita equilibrata. 

L’eliminazione della povertà ci spinge a creare un fondamento forte nella fede e nell’amore di Dio e del prossimo come Gesù ci ha insegnato nel suo comandamento. L’amore di Dio e l’amore del prossimo sono profondamente legati: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, tutta l’anima, e con tutta la mente” (Mt. 22,37) “Amerai il prossimo tuo come te stesso” (Mt. 22,39). 

Attraverso la nostra missione di annuncio della fede nel rispetto più scrupoloso della legge e della libertà di coscienza, desideriamo assicurare i valori e le proposizioni pastorali elaborate nell’ambiente in cui viviamo. Per esempio: educare, curarsi e promuovere la persona e tutta la persona e risvegliare la coscienza di ciascuno, non semplicemente preoccuparsi di una persona ma accoglierla e darle la parte giusta. 

L’amore di Dio non è qualcosa di lontano, nel cielo; al contrario si è incarnato nella quotidianeità. “Se uno dicesse ‘io amo Dio’ e odiasse il fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede.” (1Gv 4,20). Questo amore deve diventare visibile non solo nelle cose materiali e nella carità verso i più poveri ma anche nell’amore vero pieno di affetto, di responsabilità, di attenzione e di ascolto. 

photo

 

Questo amore comporta rischi e ricchezze, ma è anche stato la missione del Cristo: amare fino a dare la propria vita. Se abbiamo questo amore gli uni per gli altri, tutti ci riconosceranno come suoi discepoli. Questa fede ci ha permesso di essere generati da Dio e pertanto ci fa tutti fratelli e sorelle. “Chiunque ama il padre, ama anche colui che da lui è stato generato” (1 Gv 5,1). È questo amore che ci consentirà di eliminare la povertà sulla terra e di divere insieme in armonia nella società civile secondo l’esempio della prima comunità cristiana:  “Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune: chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno”. (Atti 2,44f).

Solo in questo modo il “Padre nostro” renderà autentico tutto sulla terra come in cielo, come Dio aveva pensato: “In principio, Dio creò il cielo e la terra...” (Gn 1,1). “Dio disse: facciamo l’uomo a nostra immagine, e a nostra somiglianza...” (Gn 1,26).  “Dio creò l’uomo a sua immagine, ad immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li creò...” (Gn 1,27).   

 

© Franciscan Sisters of the Poor
E-mail: sfp@franciscansisters.org   
Website: www.franciscansisters.org

Uscita