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Dumaguete Filippine
aprile 2010
Carissime Suore, Associati, Parenti e Amici,
Un oggetto veramente significativo dal punto di vista simbolico. Nelle ultime ore trascorse a Dumaguete, il vescovo della città, Sua eccellenza Mons. Du, ci ha fatto un regalo: una conchiglia di madreperla. La conchiglia sembrava che brillasse quando la si teneva in mano e racchiudeva in sé anche la voce dell’oceano possente. Così piccola, così luminosa, eppure rappresentava il meglio della nostra missione congregazionale. Una missione cominciata con poco ma i cui effetti si fanno sentire come onde di energia di guarigione che vanno a raggiungere la vita di tanti.
A tu per tu con la voce e il volto della missione
Nonostante abbia una storia di solo pochi mesi, la voce della missione l’abbiamo potuta ascoltare e vedere negli occhi e nei volti di tutte le persone incontrate nella settimana in cui siamo state a visitarla. Abbiamo visto negli occhi dei bambini che vivono per le strade non solo fame di cibo ma anche la fame di essere riconosciuti. Abbiamo ascoltato la storia dei disabili che vengono a cercare aiuto nella missione e che raccontano di non avere i mezzi per assicurarsi il necessario eppure sono grati che qualcuno sia disposto a condividere il loro peso. Sui volti invecchiati degli anziani abbiamo visto il bisogno di una parola gentile e di un sorriso affettuoso. Nonostante la differenza di età, tutti avevano bisogno di una presenza di guarigione.
In mezzo ai tanti bisogni c’erano anche persone di buona volontà:
- Si sono fatte avanti persone che hanno sentito dell’iniziativa delle suore di ampliare la mensa dei poveri "Rifugio di speranza".
- Si sono fatti avanti degli studenti universitari che desiderano fare un’esperienza di cura degli altri o di insegnamento aiutando i fratelli e le sorelle nel bisogno.
- Sono arrivati dei volontari chiedendo: “Cosa possiamo fare per aiutare?” e hanno deciso di rimanere per preparare la tavola o per servire da mangiare.
- Gli “aiutanti silenziosi”, che donano i generi alimentari e le risorse finanziare hanno assicurato che ci fosse sempre qualcosa da distribuire. Che esperienza incredibile di bontà concreta!
Un tempo prezioso con le suore
Le giornate trascorse insieme alle suore sono state molto piene. Abbiamo avuto la possibilità di pregare insieme a loro, di andare alle celebrazioni liturgiche e di sognare insieme il futuro. Le celebrazioni liturgiche quotidiane erano condivise con una quantità immensa di fedeli di ogni età e provenienza. Abbiamo avuto il piacere di incontrare alcuni sacerdoti della zona per discutere gli aspetti principali e i problemi della Chiesa locale. Abbiamo visitato le iniziative dei ministeri di altre Congregazioni e siamo state accolte molto calorosamente. Ci siamo incontrate con un gruppetto di ragazze che sono regolarmente in contatto con le nostre suore e stanno facendo discernimento per capire dove Dio le chiama. Abbiamo spezzato il pane con chi desidera sostenere le nostre iniziative. Gli incontri, molto arricchenti, sembravano non finire più.
Nel frattempo abbiamo anche riflettuto sui sacrifici legati all’avviamento di una nuova missione: essere a contatto con una nuova lingua e cultura, essere lontane da ciò che si conosce, la distanza geografica dalla famiglia, dalle altre suore e dagli associati, il lavoro in un ministero nuovo con esigenze diverse e naturalmente essere in poche con tanto da fare!
Cosa ci portiamo in cuore dopo il viaggio a Dumaguete?
Bisogna proprio dire: tutti e tutto quello che abbiamo visto con i nostri occhi. Senza dubbio il carisma di guarigione è necessario e desiderato in questa nuova terra. Non c’è dubbio che la missione è opera di Dio e per Dio. E senza dubbio le suore sono un balsamo di guarigione per tutti coloro che hanno il dono di incontrare. Stiamo veramente ricevendo tante grazie.... e siamo una grazia per la gente di Dumaguete!
Marilyn Trowbridge, sfp
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