Diario di Dumaguete
Vol. II, No. 3
Dumaguete Filippine Carissimi tutti/e
Il servizio ai diversamente abili e ai senza dimora Continuiamo a lavorare per consolidare, migliorare e sviluppare il nostro servizio verso i più poveri e abbandonati di questa città. Oltre il pranzo, la doccia con il cambio dei vestiti e le premurose cure di piaghe e ferite di Suor Maria, abbiamo dato inizio ad una sorta di lavanderia. E’ davvero un’impresa ardua, ma siamo spinte da due forti motivi: il primo è, che questi bambini, imparino a prendere cura di se stessi, il secondo è, che dopo i primi quindici giorni, abbiamo esaurite le nostre scorte di pantaloncini, shorts e magliette, soprattutto per i ragazzi dai 6 a 13-15 anni. Ora dopo quasi un mese possiamo dire che siamo felici dei risultati. La prima settimana di giugno si sono riaperte le scuole. Il nostro desiderio sarebbe quello di provare ad inserire a scuola, almeno alcuni dei bambini. Sappiamo per certo, che solo così, si potrà spezzare il circolo di povertà che si tramanda per generazioni. A questo fine, con l’aiuto di qualche studente volontario, stiamo tentando una specie di pre-scuola. Ci auguriamo di riuscire a convincere questi ragazzi ad andare o riprendere la scuola, interrotta, spesso per mancanza di mezzi. Del resto, sappiamo bene, che con lo stomaco vuoto non si riesce a fare niente. Anche i nostri adulti di strada, compreso i disabili, i ciechi e famigliole, sono entrati nell’idea di arrivare già verso le 9-930, non solo per il piatto di riso, ma per usufruire degli altri sevizi a loro disposizione. Alcuni di loro riescono a lavare i loro indumenti. Certo, per noi, è doppio lavoro. Dobbiamo vigilare, perché nelle ore successive gli indumenti lavati non scompaiano. . . Andare avanti con fiducia e speranza Siamo grate a Dio per tutto, le gioie e i dolori, i progressi e le sfide che viviamo in questo servizio. Siamo grate ai tanti amici che in mille modi si fanno presente e ci sostengono, con la preghiera, con l’offerta delle loro sofferenze fisiche e morali, (capitale prezioso, per la vita della nostra nascente Missione). Ricordo sempre quello che diceva la nostra cara Chiara Lubich: “Le Opere di Dio si costruiscono solo, sul dolore trasformato in Amore”. Grazie perciò, a tutte quelle persone, giovani e meno giovani, che ci assicurano questo capitale prezioso. Grazie a tutti voi, Il Signore e la “Mamma Maria” come dicono qui, sapranno ricompensare adeguatamente, ogni piccolo o grande gesto d’affetto e di generosità. Vi abbracciamo con affetto e riconoscenza e assicuriamo il nostro ricordo nella preghiera. Le vostre
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