Diario di Dumaguete, Maggio 2011

Pannello del nostro primo anniversario

Santa messa di ringraziamento con ospiti e amici

ospiti (adulti di strada)al pranzo

i nostri bambini

bambini alla festa Comunale

Adulti e disabili alla festa Comunale

Chiny con il suo bimbo all'uscita dell'Ospedale

Dr. Jabines D. con Aquilina

Il nostro Vescovo e Sr Tiziana. Benedizione del terreno

Luogo della medaglia della Beata Francesca Schervier, nostra Fondatrice
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Carissime Suore, Associati, Amici e Parenti tutti,
gli eventi drammatici che hanno colpito questa nostra terra asiatica, hanno posto davanti agli uomini del mondo intero l’urgenza di una umanità più solidale e coerente. Il Giappone, le diciannove provincie delle Filippine e altre isole, raggiunte prima dallo tsunami e poi dalla nuvola nucleare, gridano il loro mesto canto, invocando aiuto e sostegno, per superare questa terribile situazione e avere la forza di ricominciare a costruire, sulle tante macerie materiali e soprattutto, psicologiche, sociali e morali. Calamità naturali, guerre vecchie e nuove, ci dicono che il mondo e la stessa Creazione hanno bisogno di guarigione che porti giustizia e pace nei cuori, nei popoli e tra le nazioni.
Tanti di voi ci hanno raggiunto con affetto premuroso, per chiedere notizie di noi e del nostro ambiente. Grazie per il vostro interesse e la vostra preghiera. Noi, anche questa volta, siamo state risparmiate e grazie al Signore, stiamo bene.
Sono tante le realtà che potremmo condividere con voi, come al solito siamo costrette a sceglierne solo qualcuna, tra tante belle e interessanti.
Ci piace consolidare l’idea del costruire, mattone su mattone, la nostra presenza di cura e guarigione, qui a Dumaguete City.
Ecco alcuni momenti forti della nostra vita.
Speranza e gioia: festeggiamo il nostro primo annniversario
Il 15 Dicembre abbiamo celebrato il nostro primo anno di servizio del Centro: “LANDONG SA PAGLAUM” “RIFUGIO DI SPERANZA”.
E’ stata una giornata nel segno della gratitudine e della lode a Dio e a Madre Francesca, che, nel giorno della sua festa, ci ha riuniti tutti, amici, benefattori e beneficati, intorno alla stessa Mensa, prima dell’Eucaristia e poi dell’abbondante pranzo di festa. Presenti circa duecento persone, di cui circa 120 gli Ospiti della mensa e gli altri, tutti amici, benefattori, religiosi/e. Il nostro Vescovo, Monsignor Jhon Du, ha presieduto l’Eucaristia mentre il coro “Wite Dove” (gruppo ciechi) hanno solennizzato la nostra festa.
I nostri bambini e adulti di strada sono arrivati sin dalle 8 del mattino, così hanno potuto fare la doccia e indossare i nuovi indumenti e infradito procurati per questa festa. Un gruppo di bambini ha ricevuto le T-shirt bianche, con la nostra Croce Rossa, inviate da Brooklyn dalle nostre amiche, Elena e Melissa. Avreste dovuto vedere con quale orgoglio e gioia hanno indossato questa T-shirt!
Il pranzo, quasi totalmente offerto da due delle nostre amiche, è stato abbondante e squisito. Non è mancato neanche il "lechon" o (porchetta), anzi ne avevamo due. Per comprendere questo bisogna sapere che qui non esistono feste, senza il lechon e i pansettini, (spaghetti cinesi). Sono il segno della festa e del buon Augurio.
Possiamo veramente esclamare con gioia che la presenza del Signore e il Suo Amore per i più poveri e deboli continua a compiere il miracolo della moltiplicazione dei 5 pani e 2 pesci.
Altri momenti salienti di Dumaguete
Nel periodo precedente il Natale abbiamo avuto la possibilità di andare insieme alla nostra amica Helen Du, con una delle figlie e una trentina dei propri dipendenti, in un paese di montagna molto povero, Dawis, per portare il pranzo di Natale per i 250 bambini della parrocchia e anche un piccolo regalo per ognuno di loro. Per loro è stato davvero Natale. Quando dopo il pranzo, è stato offerto ad ognuno di loro un piccolo pacco regalo, i loro occhi e i loro volti, brillavano di felicità. Questi, sono quasi tutti figli di operai,”SACCADA” raccoglitori di canna da zucchero, lavoro duro e mal pagato. Per noi, che siamo ancora nuove in questa terra, è stata un’esperienza molto forte e commovente. Ancora una volta viene da gridare verso una ingiustizia, che grida vendetta davanti a Dio e agli uomini.
Atri momenti forti per i nostri Ospiti, sono stati i due pomeriggi riservati per loro, dalla Sede provinciale di Negros. Con un servizio trasporto, tutti i nostri ragazzi sono stati condotti davanti al palazzo della provincia dove erano attesi da un comitato di giovani che li ha coinvolti in canti, giochi e danze, davvero divertenti. Tutti erano felici e contenti anche per la conclusione della cena con gelato. Dopo alcuni giorni si è ripetuto lo stesso programma, per anziani e adulti ospiti abituali della nostra mensa. Dal cuore un senso di gratitudine per questi piccoli segni di solidarietà locali, verso i meno fortunati.
Con la fine di Gennaio abbiamo visto salire il numero delle presenze, fino ad arrivare ad una media di 65 – 70 persone, in maggioranza bambini e ragazzi. Abbiamo tentato di comprendere il fenomeno e, con dolore ci siamo rese conto che la maggioranza di questi ragazzi, con le vacanze di natale hanno abbandonato la scuola. Perché? Le ragioni più ovvie: non avevano le scarpe, i genitori non hanno soldi per comprare il materiale scolastico, mancanza di cibo e cose del genere. Cosa e come fare per evitare queste tristi situazioni? Non nascondiamo un certo senso d’impotenza. La realtà più vera è che questi bambini non hanno famiglie sane alle spalle e quindi il problema si presenta grave e complesso. Siamo ormai in chiusura dell’anno scolastico, molti sono già in vacanza. Speriamo per la riapertura delle scuole a Giugno, di poter impostare l’anno di sostegno scolastico con qualche strumento più efficace a disposizione.
Una nuova vita per Chiny
Siamo felici per l’aiuto e sostegno che abbiamo potuto offrire a mamme in difficoltà. Per esempio, Chiny Lovina, incinta di alcuni mesi, già madre di un bimbo di 18 mesi che viveva in strada. John Michael, non era stato registrato all’Anagrafe. In seguito a colloqui e incoraggiamenti, Chiny ha deciso di mettere il figlio in orfanatrofio, in modo da prospettare per lui un futuro migliore. Dopo ricerche e lunghe file agli sportelli, siamo riusciti ad avere il certificato di nascita di John Michael. Chiny è tornata ad abitare con la mamma ed ora continua a venire al nostro centro con il suo neonato John Yvonne. Questo bimbo, alla nascita, il 6 gennaio, pesava solo kg 1,500. Dopo una settimana, era kg 1,350 e non venivano dimessi dall’ospedale perché Chiny non poteva pagare le spese. Con fede e coraggio siamo andate ad affrontare la situazione in ospedale e riportarla a casa con il suo figlioletto. Ora Chiny viene al nostro Centro, ci dà una mano, aiutando e insegnando ai ragazzi a lavare i loro indumenti, così guadagna qualcosa ed ha il cibo necessario. Ecco alcune righe della sua esperienza:
Sono felice di venire qui. Ho tanto sofferto e mi sono sentita sola e abbandonata. Ora mi piace stare qui e aiutare gli altri che sono meno fortunati di me e anche perché posso far crescere bene il mio bambino. Sono anche contenta di vedere crescere bene John Michael, anche se soffro averlo lontano nell’orfanatrofio. Dare un poco di aiuto qui mi permette di avere qualche soldo per comprare il cibo. Non di rado in passato sono rimasta senza cibo. Ringrazio le suore per il cibo e per l’opportunità che mi danno di fare qualche lavoretto e poter mangiare. A volte è la mia vicina di casa che mi offre qualcosa da mangiare. Io chiedo solo di poter vivere e far vivere meglio il mio bambino.
Una guarigione drammatica
Grazie alla collaborazione con il Dr. Jabines Donovant, oculista, abbiamo avuto la possibilità di restituire la vista alla Signora Aquilina Sebuco. Aquilina da sempre frequentava il nostro Centro e guadagnava qualche cosina raccogliendo plastica e altro materiale di riciclo dalle immondizie. Negli ultimi mesi la vedevamo sempre più raramente e accompagnata da un bimbo. Abbiamo scoperto che aveva definitivamente perduto la vista. La cataratta, soprattutto di un occhio era talmente spessa da averle procurato infezione. Possiamo recuperare l’occhio destro, mentre il sinistro va prima curato e operato, onde evitare il propagarsi dell’infezione ma difficilmente recuperabile. Quale gioia e commozione, quando, solo dopo sei settimane dalla prima visita, Aquilina è tornata a vedere con ambedue gli occhi. Lei, donna minuta, piccola e magra, piena di vita ora, ogni volta che ci vede, salta e, letteralmente danza dalla gioia e gratitudine per il dono della vista.
La missione cresce
Il 20 Febbraio, abbiamo avuto la grande gioia di avere con noi Suor Tiziana Merletti, nostra Superiora Generale. Penso che, senza esagerare, possiamo definirlo un vero momento di grazia e di presenza del Signore. Incontri semplici, ma profondi e concreti, per lo sviluppo della nostra Missione, compresa la gioia di visitare il terreno, dove speriamo presto poter costruire la nostra casa. Momento culmine è stata la benedizione del nostro Vescovo, in presenza nostra e della famiglia, DONATRICE del terreno. Ringraziamo il Signore per questo nuovo passo e ora chiediamo la Provvidenza, perché voglia sollecitare l’inizio della costruzione e aiutarci ad avere i fondi necessari.
Carissimi, anche questa volta vogliamo dirvi il nostro GRAZIE. Assicurarvi che siete tutti nei nostri cuori e ogni giorno preghiamo per tutti voi e i vostri cari, vivi e defunti. Chiediamo anche a voi un piccolo ricordo per noi nella vostra vita.
Con stima e affetto
Le Vostre sorelle
Armida Sison
Maria Atorino
Cristina Di Nocco |
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