Essere in missione
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Salam Maleikum, ciao a tutti!
Dopo tre anni trascorsi in Senegal, capisco che solo il tempo mi farà comprendere in tutta la sua ricchezza e profondità quest’esperienza: è stato bello toccare con mano l’impronta “africana” del carisma di madre Francesca.
Ho vissuto tra Keur Mbaye Fall, a circa 20 km da Dakar, ad Agape St Damien (la nostra casa di formazione) e Parcelles Assainies, a casa Alleluia. Ho abitato, quindi, la periferia di Dakar, la bella, ricca e caotica capitale.
Ho avuto anche la possibilità e la gioia di trascorrere qualche tempo nella comunità di Samine, in Casamance, ed a Koumgheul, nella profonda brousse!
Questo mi ha permesso di conoscere un po’ più dal di dentro tre realtà completamente diverse, ed allo stesso tempo, intimamente connesse.
La città
Dakar, con i suoi 3.000.000 di abitanti (1/4 di tutta la popolazione senegalese), non ha nulla da invidiare alle nostre città europee… puoi trovare di tutto!
La banlieue come Parcelles e Keur Mabye Fall, ha le caratteristiche tipiche della periferia di una grande città, con tutte le problematiche e le pulsioni che la abitano.
E la zona rurale, che, a piccoli passi, tenta uno sviluppo che offra agli abitanti condizioni di vita più dignitose.
Tante e varie sarebbero, perciò, le esperienze da condividere; dovendo scegliere qualcosa, ho pensato di farmi aiutare da alcuni oggetti, che, nel corso di questi anni, sono diventati familiari:
Calebasse La zucca vuota ed essiccata è utilizzata per raccogliere l’acqua e preparare il cibo; è perciò simbolo, per eccellenza, della vita.
Al suo interno la calebasse è vuota; questo vuoto mi ha insegnato che “essere in missione” non è un luogo fisico, ma un’attitudine: missione è aiutare a recuperare l’esperienza di Dio, permettere ad altri fratelli e sorelle di riscoprirsi figli amati e cercati, per costruire la giustizia e la pace tra i popoli.
In Senegal, la comunità cristiana resta una minoranza esigua in un territorio dove l’Islam è preponderante, eppure si distingue per la sua apertura e la capacità di intessere legami, dialogo, spazi di condivisione,...
Pagne (tessuto tradizionale). Nessuno può fare a meno del pagne: ogni etnia ha il suo modo ed i suoi colori per tessere il pagne; tradizionale o moderno, tessuto o stampato, il pagne veste le donne, copre i bimbi portati dietro la schiena, è usato dagli uomini nelle celebrazioni dei riti tradizionali, si stende a terra al passaggio di persone importanti… se ti regalano un pagne, specialmente in occasioni particolari, ti stanno augurando di continuare a lottare con e per la vita.
L’oceano. Come tutto in Senegal, anche l’oceano è una danza, con i suoi ritmi ed i suoi movimenti; ascoltarne la musica mi ha invitato ad “entrare e partecipare alla danza” della vita, alla danza di Dio.
L'immensità, la forza e la bellezza dell’oceano, mi hanno più volte fatto pensare alla forza e alla bellezza di questo paese; alla forza delle sorelle che, tra tante difficoltà, spendono quotidianamente la vita ed alla bellezza di tanti nostri ministeri che sono al servizio della vita.
Al termine di questa esperienza, mi ritrovo con un’unica parola: “Abaraka, Bara, Anumbara, yo, dieuredjieuf, merci, grazie!” a Dio ed alle sorelle che mi hanno concesso questo tempo, con l’augurio per tutte e tutti di vivere un’esperienza arricchente in un’altra area della nostra bella famiglia.
- di Sr. Raffaella Maresca, sfp





Oceano nella zona di Dakar