Assemblea 2010: una riflessione

“... le pecore ascoltano la sua voce ... e lo seguono... ma essi non capirono che cosa significava ciò che diceva loro...” (Gv. 10:27)

Queste sono parole che ben si adattano a questa Assemblea! Quand’ero piccola, prima ancora di fare la prima Comunione, mi ricordo che recitavo l’Ave Maria. Non capivo quasi niente di quello che dicevo ma mi piaceva il ritmo delle parole e tenere la bella corona del rosario tra le dita. E così ho seguito Lui e ho continuato a pregare.  Crescendo, ho finalmente capito che “il frutto del serio Tuogesù” era “il frutto del seno tuo, Gesù”, cioé che Gesù era il figlio di Maria. Ho capito perché era “benedetta tra le donne” e anche perché è chiamata “Madre di Dio” e ho cominciato a capire... anche se l’Incarnazione è ancora naturalmente un mistero al di là della nostra comprensione... 

Sentivo c'era verità in quello che dicevano
In tanti modi mi sembra che questa storia si possa applicare a tante di noi che hanno ascoltato le parole di sr. Miriam Therese e quelle di Edwina Gateley. Mi sono piaciute gli interventi che hanno fatto; ho imparato molto e ho anche riso delle storie che hanno raccontato. Ho sentito la loro voce ma non ho capito tutto quello che dicevano...eppure, dentro di me, sentivo c’era verità in quello che dicevano... Le decorazioni della sala mi sono sembrate proprio adatte alla situazione: c’erano mani giunte in preghiera e lo “Spirito Santo” che aleggiava...

Sr. Miriam Therese ci ha chiesto: “Cosa succederebbe se tutti abbracciassimo veramente un concetto di Divino in cui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo”? Poi, usando la scienza come strumento, ha spiegato perché questa affermazione è realmente, letteralmente e teologicamente vera.   Il Regno di Dio è vicino.... in un mondo pieno di guerre, di odio e di violenza, Dio è vivo! Forse, ho pensato, ma certo potrebbe fare meglio! Poi, quasi immediatamente, mi sono venute in mente queste parole:Dov’eri tu quand’io ponevo le fondamenta della terra? Dillo, se hai tanta intelligenza! (Gb 38,4).

Edwina Gateley, citando Hildegarda di Bingen, ha detto: “...l’unico peccato è quello di ‘inaridirsi’... di non avere più amore dentro di sé”. È vero! Mi sono quasi messa a ridere quando ha raccontato la storia delle prostitute che ha portato alla Messa di Natale, sopratutto di quella che ha interpretato letteralmente “il segno della pace” e si è lanciata tra i banchi per dare un abbraccione a più persone possibile ... e leggeva a voce alta le parole del messale: “questo è il mio corpo... questo è il mio sangue...” Mi è venuto da ridere ma quanto avrei voluto avere io una tale generosità di cuore e una fede così semplice! E quando Edwina ha spiegato come Dio trae il positivo anche dai pasticci che facciamo nella vita, (“quando ci siamo tutti sporcati di terra.... beh, più c’è terra più c’è fertilizzante e più l’albero cresce...”), mi sono sentita veramente consolata.  E la sua spiegazione del figliol prodigo (“è tornato a casa. Capite? È tornato a casa dal Padre, dalla famiglia! Il figlio ha capito: non c’è nulla di più importante dell’amore del Padre!). Mi ha aiutato a capire perché Gesù ha detto: “... ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione” (Lc 15,7).

Forse è perché le altre 99 sono rimaste fedeli per paura o per obbedienza, senza capire. Forse è perché, gelose, si sono rifiutate di esultare insieme al Padre? Il fratello obbediente desiderava che il fratello non tornasse più a casa? Preferiva che rimanesse lontano a morire di fame? Il suo cuore era talmente piccolo che desiderava che il fratello fosse punito?

photo
Edwina Gateley

photo
Sr. Miriam Therese Winter

photo
Sr. Elizabeth Mast festeggia il
70o Giubileo all'Assemblea

photo
Sr. Madeline Marie Hill fa una domanda

Il figlio “giusto” che era rimasto a casa non aveva più amore dentro di sé nei confronti del fratello... ed è stato proprio lì il suo peccato, forse più grande di tutti gli eccessi del fratello. Mamma mia. Solo ora sto cominciando a capire un pochino le parole che Gesù ha lasciato a tutti noi. Eppure è come quando ho capito “... il frutto del tuo seno...” senza capire l’Incarnazione.

Ogni giorno, mentre viviamo la Messa, ho avuto dei momenti in cui riflettere sulle parole delle relatrici... e ogni giorno ho capito qualcosina in più. Questa Assemblea è stata veramente stimolante, mi ha dato tante cose su cui riflettere e molte di più da contemplare, più di tutte le altre Assemblee a cui ho partecipato. Sono veramente grata a sr. Joanne e all’Area USA che hanno permesso e incoraggiato anche gli associati a parteciparvi. Questa opportunità di crescere non la si trova da nessuna parte! Ed è solo uno dei tanti aspetti positivi della vita degli associati!   

Leah Curtin, Associate