L’assemblea dell’Area Italiana, celebrazione della vita della famiglia delle Suore Francescane dei Poveri

   Gruppo dei partecipanti all'Assemblea

“Tra noi e con noi abbiamo sentito tutta la forza e il carisma di Madre Francesca”

L’Assemblea dell’Area Italiana è iniziata sin del venerdì 26 giugno quando ciascuno di noi, Suore e Associati, si è messo in viaggio per arrivare a Vermicino. Strade affollate e traffico hanno rallentato il nostro andare… ma ne valeva la pena!
Il giorno seguente, la colazione mattutina era tutta un tripudio: erano di scena baci, abbracci, rievocazioni, domande, ma ugualmente non è mancata la partecipazione per quelli che hanno vissuto o stavano ancora vivendo momenti difficili e dolorosi, personali o dei loro cari. Una bella, grande, legatissima famiglia insomma.

 
Sr. Michela Refatto durante un'escursione in Terra Santa


Messa del Giubileo

Sr. Gianna Giovannangeli e sr. Tiziana Merletti, dopo le preghiere di apertura dell’Assemblea, ci hanno dato il loro benvenuto, breve, ma per nulla scontato e sempre denso nei contenuti. C’è stata poi la relazione di un francescano, padre Johannes Freyer, sul tema: “La comunità della vita: la nuova visione del cosmo secondo la tradizione francescana”. In un percorso ideale il tema è partito rifacendosi a S.Francesco e S.Antonio, e passando per Alessandro di Hales, il primo grande teologo e filosofo francescano, ispiratore anche di S. Bonaventura, e concludendo con alcune idee di Duns Scoto insigne teologo, filosofo nonché beato.

Tre spunti mi sono stati suggeriti dall’esposizione.

Il primo: “la vita dona la vita”, spiegazione del fatto che Dio si è fatto uomo, secondo i francescani, non per redimerci (solo) dei nostri peccati ma per amore della vita, per donarci tutta la vita.

Il secondo: povertà francescana non è avere nulla, ma “restituire” quello che si possiede, i doni, i carismi; “condividere” dunque, per dare all’altro la possibilità di trovare o riprendersi la vita. Trattenere i doni equivale ad appropriarsi di cose non nostre, quindi potremmo dire, è rubare. Allora ho pensato che ad esempio alla mia età, in cui mi sto avvicinando agli anni difficili della vecchiaia, sarebbe motivo di speranza e grazia continuare a credere che le forze che via via cominciano a mancare sono la restituzione dei tanti doni usati per anni.

Il terzo: Continuiamo a chiederci spesso come comportarci col più debole, ma non è altrettanto difficile (se non di più) relazionarci con chi è più forte?
Debbo ammettere che dopo queste parole di padre Freyer, il rapporto con il creato per me si è trasformato, andando ben oltre quel civile senso di rispetto e di attenzione instillatomi fin da giovane: il creato è manifestazione di Dio, potremmo parlare di vera e propria sacralità del creato. Vi è stata poi la sessione domande-risposte: c’è dunque chi prende atto dei problemi del creato e parte dall’attualità per risolverli e chi, più idealista, è proiettato al futuro e pensa a come cambiare ed educare il mondo per portarlo ad un domani più decente.

   Lavori in Assemblea

La giornata è poi continuata con la cerimonia del mandato per la missione alle Filippine di sr. Cristina Di Nocco e sr. Maria Atorino, con il racconto della loro esperienza nelle Filippine, corredata di abbondante materiale fotografico e con la festa per i cinquant’anni di vita consacrata di sr. Beata, sr. Letizia, sr. Regina Nigro e per i venticinque di sr. Mariapia Iammarino e sr. Anna Ingoglia.

E ancora le esperienze di sr. Michela Refatto, che per motivi di studio è stata quattro mesi in Terra Santa; sr. Raffaella Maresca rientrata in Italia dopo tre anni vissuti in Senegal; e sr. Carla Casadei che ha raccontato gli anni di servizio alla nostra Area Italiana. Ascoltarle è stato come vivere un’immersione piena e totale nella Grazia del Signore! Vite che pulsano, che si mettono in gioco, sempre e dovunque, pur nella fragilità, nella difficoltà, nella malattia. E’ una santa operosità, la stessa che vorrei applicare alla mia vita, senza dubbi, remore o ripensamenti.

   From Left: Messa del mandato per Sr. Cristina e Sr. Maria | Momento di festa insieme

Frati, suore, laici, amici, associati…la vita è vita e la cosa più bella è viverla in pienezza, ricchi di entusiasmo e di fiducia nel Signore.

Un altro elemento che mi ha molto colpito è la naturalezza con cui tutto ciò avviene. C’è un compito da svolgere, si fa e finisce lì, che siano grandi o piccole imprese. Che distanza dai nostri atteggiamenti (ricordo dal Vangelo la vicenda del fariseo e del pubblicano) talvolta orgogliosi ed appagati del poco bene che facciamo! Proprio una bella lezione di vita, vissuta, come ha detto una delle nostre suore, nello spirito di quel “sia fatta la Tua volontà”: “non mi sono mai fatta avanti, ma non mi sono mai tirata indietro…”.

   From Left: Sr. Gianna with Dottoressa Mariella D’ Angelica | Sr. Raffaella

   From Left: Sr. Carla Casadei | Padre Johannes Freyer, OFM

Ricordo altri due elementi significativi, li ho lasciati per ultimi perché sono i più coloriti. Il primo è il piano strategico per l’area italiana, un “action plan” curato nei minimi dettagli, da far invidia ai guru delle strategie d’azienda. Dietro c’è stato sicuramente molto lavoro; ho anche pensato che, vista una certa tradizione e mentalità, ci sia stato lo zampino dell’anima “americana” delle nostre suore. I contenuti mi sono proprio piaciuti, le date ragionevoli e gli obiettivi ambiziosi ma realistici.

Ed infine noi associati, che mondo variopinto! Beh, mettiamo in chiaro, da nord a sud, dai giovani ai meno giovani, c’è chi è pensionato e chi lavora. Un po’ di diversità finisce per esserci per forza. Ci sono state due occasioni di confronto. Ai tavoli - presenti anche le suore - in merito ai suggerimenti concreti richiestici per la vita dell’area, ma soprattutto nell’assemblea – ristretta - del giorno dopo, dove liberamente ognuno ha detto la sua.

In quel momento ho pensato alle riunioni di lavoro, sono arene nelle quali le persone si scontrano e cercano di sopraffarsi a vicenda; qui ci si abitua all’ascolto, senza fretta, senza interrompere, solo di rado in qualche momento c’è stata una dialettica più vivace o qualche piccolo contraddittorio. Ci sono stati plauso ed apprezzamento per padre Freyer, qualcuno ci ha parlato della sua vita, delle sue speranze. Una bella varietà!

Mentre gli associati hanno condiviso la loro esperienza le suore hanno continuato il lavoro di pianificazione e organizzazione, riflettendo in particolare sulle funzioni all’interno dell’Area. La sera tanta festa e tanto ballo che hanno rivelato carismi nascosti!

L’ultimo giorno è stato di commiato con le comunicazioni di sr. Gianna Giovannangeli, sr. Tiziana Merletti e sr. Anna Ingoglia: di tutto e di più, ma indice di un’inarrestabile vitalità. Peccato doverci poi lasciare per ritornare a casa.

Certo che la famiglia delle Suore Francescane dei Poveri è un miracolo vivente (per dono di Dio)... e tra noi e con noi abbiamo sentito tutta la forza e il carisma di Madre Francesca.


- Di Silvio Zaina, asfp