L’assemblea dell’Area Italiana, celebrazione della vita della famiglia delle Suore Francescane dei Poveri

“Tra noi e con noi abbiamo sentito tutta la forza e il carisma di Madre Francesca”
L’Assemblea dell’Area Italiana è iniziata sin del venerdì 26 giugno quando ciascuno di noi, Suore e Associati, si è messo in viaggio per arrivare a Vermicino. Strade affollate e traffico hanno rallentato il nostro andare… ma ne valeva la pena!
Il giorno seguente, la colazione mattutina era tutta un tripudio: erano di scena baci, abbracci, rievocazioni, domande, ma ugualmente non è mancata la partecipazione per quelli che hanno vissuto o stavano ancora vivendo momenti difficili e dolorosi, personali o dei loro cari.
Una bella, grande, legatissima famiglia insomma.

La giornata è poi continuata con la cerimonia del mandato per la missione alle Filippine di sr. Cristina Di Nocco e sr. Maria Atorino, con il racconto della loro esperienza nelle Filippine, corredata di abbondante materiale fotografico e con la festa per i cinquant’anni di vita consacrata di sr. Beata, sr. Letizia, sr. Regina Nigro e per i venticinque di sr. Mariapia Iammarino e sr. Anna Ingoglia.
E ancora le esperienze di sr. Michela Refatto, che per motivi di studio è stata quattro mesi in Terra Santa; sr. Raffaella Maresca rientrata in Italia dopo tre anni vissuti in Senegal; e sr. Carla Casadei che ha raccontato gli anni di servizio alla nostra Area Italiana.
Ascoltarle è stato come vivere un’immersione piena e totale nella Grazia del Signore! Vite che pulsano, che si mettono in gioco, sempre e dovunque, pur nella fragilità, nella difficoltà, nella malattia. E’ una santa operosità, la stessa che vorrei applicare alla mia vita, senza dubbi, remore o ripensamenti.

Frati, suore, laici, amici, associati…la vita è vita e la cosa più bella è viverla in pienezza, ricchi di entusiasmo e di fiducia nel Signore.
Un altro elemento che mi ha molto colpito è la naturalezza con cui tutto ciò avviene. C’è un compito da svolgere, si fa e finisce lì, che siano grandi o piccole imprese. Che distanza dai nostri atteggiamenti (ricordo dal Vangelo la vicenda del fariseo e del pubblicano) talvolta orgogliosi ed appagati del poco bene che facciamo! Proprio una bella lezione di vita, vissuta, come ha detto una delle nostre suore, nello spirito di quel “sia fatta la Tua volontà”: “non mi sono mai fatta avanti, ma non mi sono mai tirata indietro…”.


Ricordo altri due elementi significativi, li ho lasciati per ultimi perché sono i più coloriti.
Il primo è il piano strategico per l’area italiana, un “action plan” curato nei minimi dettagli, da far invidia ai guru delle strategie d’azienda. Dietro c’è stato sicuramente molto lavoro; ho anche pensato che, vista una certa tradizione e mentalità, ci sia stato lo zampino dell’anima “americana” delle nostre suore. I contenuti mi sono proprio piaciuti, le date ragionevoli e gli obiettivi ambiziosi ma realistici.
Ed infine noi associati, che mondo variopinto! Beh, mettiamo in chiaro, da nord a sud, dai giovani ai meno giovani, c’è chi è pensionato e chi lavora. Un po’ di diversità finisce per esserci per forza. Ci sono state due occasioni di confronto. Ai tavoli - presenti anche le suore - in merito ai suggerimenti concreti richiestici per la vita dell’area, ma soprattutto nell’assemblea – ristretta - del giorno dopo, dove liberamente ognuno ha detto la sua.
In quel momento ho pensato alle riunioni di lavoro, sono arene nelle quali le persone si scontrano e cercano di sopraffarsi a vicenda; qui ci si abitua all’ascolto, senza fretta, senza interrompere, solo di rado in qualche momento c’è stata una dialettica più vivace o qualche piccolo contraddittorio. Ci sono stati plauso ed apprezzamento per padre Freyer, qualcuno ci ha parlato della sua vita, delle sue speranze. Una bella varietà!
Mentre gli associati hanno condiviso la loro esperienza le suore hanno continuato il lavoro di pianificazione e organizzazione, riflettendo in particolare sulle funzioni all’interno dell’Area.
La sera tanta festa e tanto ballo che hanno rivelato carismi nascosti!
L’ultimo giorno è stato di commiato con le comunicazioni di sr. Gianna Giovannangeli, sr. Tiziana Merletti e sr. Anna Ingoglia: di tutto e di più, ma indice di un’inarrestabile vitalità. Peccato doverci poi lasciare per ritornare a casa.
Certo che la famiglia delle Suore Francescane dei Poveri è un miracolo vivente (per dono di Dio)... e tra noi e con noi abbiamo sentito tutta la forza e il carisma di Madre Francesca.

- Di Silvio Zaina, asfp