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In gabbia ma senza arrendersi

Rose C. Aleman, Responsabile
dell’apostolato dei giovani Area USA

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Sr. Adelaide, sr. Karen, Rose Aleman, sr. Joanne e sr. Jo-Ann ‘in gabbia’ fuori dall'arena della Northern Kentucky University

Il 1 marzo il Circo dei Fratelli Ringling ha tenuto uno spettacolo al Centro della Banca del Kentucky, un’arena situata nel terreno della Northern Kentucky University. Questo circo è stato sui giornali recentemente per un processo avviato nel 2000 a nome degli elefanti del circo e finalmente celebrato nella corte federale dello stato di New York. Il processo, avviato da alcuni gruppi di protezione degli animali, sostiene che gli elefanti del Circo dei Fratelli Ringling sono vittime di abusi continui, effettuati con uncini acuminati, fruste e scosse elettriche.  

Quando suor Karen Hartman ha chiesto dei volontari per partecipare ad una dimostrazione per il trattamento etico degli elefanti del circo devo dire che non ne sono certamente rimasta entusiasta. Certo, chi mi conosce sa che di solito sono interessata a partecipare ad una buona protesta (conosciuta con il termine più tranquillo di “dimostrazione”). Ma faceva freddo, ero appena stata ammalata... ed era di domenica, l’unico giorno che passiamo insieme come famiglia. Oltretutto, due anni prima avevo portato mio figlio proprio a vedere quel circo e ho ancora l’elefantino di plastica! Allora, con una certa riluttanza (e un senso nascosto di ipocrisia), mi sono messa i calzoni da sci e tanti altri strati di vestiario e sono andata alla dimostrazione della domenica. Faceva un freddo polare, ma sono stata molto contenta di aver partecipato! Anzi, non avrei voluto proprio essermela persa questa dimostrazione di protesta! 

Quando sono arrivata all’università, suor Karen aveva già preparato i cartelli e collocato le persone alla fine del percorso che va dal parcheggio all’arena dove si tengono gli spettacoli. Oltre a tenere i cartelli abbiamo distribuito volantini agli adulti e adesivi con gli elefanti ai bambini. Tutto stava andando bene e solo alcuni se la sono presa ma poi è arrivata la polizia! I poliziotti ci hanno detto che il circo aveva preparato “un posto ragionevole” dove potevamo stare e ci hanno accompagnato in un posto MOLTO lontano dall’entrata e ci hanno circondato con delle barriere di metallo! Accipicchia! Ora sì che la dimostrazione era diventata interessante! La cosa drammatica però è che era quasi più di quello che potevo sopportare. Sono stata contenta che non fossero comparsi gli uncini... 

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Sr. Karen Hartman e un giovane dimostrante fuori dall'arena a Cincinnati

 

La gran parte dei nostri poster non era leggibile per chi entrava nel circo ma avevamo due cartelloni in bianco e nero che si potevano leggere anche a distanza: li abbiamo tirati fuori e abbiamo continuato la protesta (anzi, la dimostrazione) con rinnovato vigore. È stato ancora meglio quando tre studenti universitari del gruppo Sostenitori del trattamento etico degli animali  si sono uniti a noi... aumentando il nostro numero del 50% (e abbassando l’età media dei dimostranti, dato che fino a quel momento ero l’unica ad avere meno di 65 anni). Un altro sviluppo interessante è stato quando la direzione dell’Arena ci ha mandato della cioccolata calda (sentendosi in colpa per aver messo le suore in gabbia?). Pensatela come volete... ma noi ci siamo divertiti... anche se poi mi ci sono volute tre ore per scaldarmi. Letteralmente.  

Conclusione

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Le SFP al freddo per sostenere la causa!

Allora, non so se esiste il  “diritto” di usare gli animali per fare spettacolo. Ma sono sicura che c’è un modo SBAGLIATO di farlo... colpendoli, dando loro delle scosse elettriche, frustandoli, tenendoli incatenati il 95% del tempo, separando questi animali che sono molto socievoli e intelligenti dal proprio gruppo familiare e strappando i piccoli ancora in fase di allattamento alla propria madre. Non ci possono essere scusanti per un trattamento di questo tipo in una società civile. Ho fatto ricerche sull’argomento e ho concluso che usare gli animali al circo è una pratica superata, superflua e crudele. Oltretutto, dà ai bambini il messaggio che è accettabile abusare degli animali per divertirsi e trarne dei vantaggi economici. E non è questo il messaggio che voglio trasmettere a mio figlio. Non andremo MAI PIU`ad un circo in cui si esibiscono degli animali... E l’elefantino di plastica VERRA` ELIMINATO da casa mia... e verrà messo nel mio ufficio, da dove mi farà ricordare tutto ciò che ho imparato partecipando a questa dimostrazione.  

Un avvocato del circo ha intitolato il processo “un assalto ad un’istituzione americana”, chiedendo: “Cos’è un circo senza gli elefanti?” Hmmm... tante cose che prima venivano considerate “istituzioni americane” sono diventate illegali (come la segregazione razziale). E per quanto riguarda un circo senza elefanti... si chiama Cirque du Soleil!

© Franciscan Sisters of the Poor
Website: www.franciscansisters.org


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