Porre fine alla violenza contro le donne

logo

Leah Curtin

Lo sapevi che ogni giorno dieci donne americane muoiono di percosse? Lo sapevi che una su tre donne in America viene violentata? Le statistiche più alte sulle violenze alle donne vengono dagli Stati Uniti. Lo sapevi che tre su quattro donne americane saranno vittime di almeno un crimine violento nella loro vita? 

Ogni notte i letti del centro di accoglienza locale per donne vittime di violenza YMCA sono pieni. “Il numero di donne che cercano di fuggire dalla violenza e dall’abuso è sconvolgente” afferma Charlene Ventura, presidente e CEO del YMCA della periferia di Cincinnati. Ogni anno circa 12.000 telefonate arrivano al servizio di assistenza telefonica e più di 1.000 tra donne e bambini cercano aiuto nelle case di accoglienza nelle province di Hamilton e Clermont. Ventura parla di alcuni di questi problemi al Convegno nazionale sulla violenza contro le donne a cui hanno partecipato sr. Dorothy Bolser, sr. June Casterton, sr. Marie Clement Edrich, sr. Jacinta Doyle, sr. Karen Hartman, sr. Adelaide Link e l’associata Leah Curtin. Il convegno si è svolto il 24 aprile alla scuola Seton di Cincinnati.

Sr. Louise Akers, coordinatrice dell’ufficio per la pace, la giustizia e l’integrità della creazione di Cincinnati delle Suore della Carità, ha dato inizio al convegno dicendo: “Si tratta di un problema globale e allo stesso tempo locale. Ho incontrato donne nelle case di accoglienza con delle storie drammatiche e scabrose... alcune di loro vi racconteranno la loro esperienza”.  E lo hanno fatto: anche alla sessione di apertura, una donna ha trovato il coraggio di avvicinarsi al microfono e con le lacrime agli occhi ha ringraziato i relatori e il YMCA di averle salvato la vita.  

Sr. Carol Jean Willie, SC, PhD ha iniziato il suo intervento citando il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon: “C’è una verità universale, applicabile a tutti i paesi, a tutte le culture e a tutte le comunità: la violenza contro le donne non è mai accettabile, mai scusabile, mai tollerabile”. Nel libro Metà del cielo di Nicholas Kristof, l’autore osserva: “Sembra che siano state uccise più ragazze negli ultimi cinquant’anni, proprio perché erano ragazze, di uomini in tutte le guerre del ventesimo secolo. Il numero di ragazze uccise in dieci anni di questo “genericidio”è superiore a quello complessivo delle vittime di tutti i genocidi del ventesimo secolo”. Questi commenti ci hanno messo davanti alla dura realtà, dando inizio ad una giornata ricca di informazioni, di rabbia e di fonti d’ispirazione. Ma prima i fatti (scandalosi):   

photo 80% della 800.000 persone che ogni anno sono vittime di traffico sono femmine; più di 70% vengono usate per la tratta a scopo sessuale...

 

Gli Stati Uniti sono un grande mercato per il traffico di esseri umani; ogni anno arrivano negli Stati Uniti circa 17.000 vittime della tratta.  

 

photo

Amnesty International calcola che oltre 130 milioni di donne nel mondo sono state vittime di una qualche forma di mutilazione genitale femminile, con oltre 3 milioni di ragazze che la subiscono ogni anno, a volte da neonate, ma sempre comunque prima di raggiungere la pubertà.  

Nel mondo le ragazze tra i 15 e i 19 anni che vengono costrette a sposarsi sono circa 51 milioni di. Le spose più giovani vivono nello stato indiano del Rajasthan, dove il 15% delle mogli si sposa prima dei 10 anni.  

Il Fondo della Popolazione delle Nazioni Unite (UNFPA) calcola che le vittime d’onore nel mondo arriva fino a 5,000 all’anno.

Fino al 70% tra donne e ragazze subirà percosse, verrà forzata ad avere rapporti o sarà abusata in altro modo nella vita, nella maggioranza dei casi prima di raggiungere i 18 anni.

Le donne in età compresa tra i 15 e i 44 anni sono più a rischio di essere violentate e di essere vittime di violenza domestica che di tumore, traffico, malaria e guerra insieme. Il Ministero della Giustizia americano calcola che quasi tre su quattro vittime di violenza in famiglia sono donne. Si calcola che ogni anno 1,5 milione di donne vengono violentate e/o fisicamente assalite dal loro partner, secondo il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie. Più di metà di tutte le violenze contro donne succede prima dei 18 anni e il 22 percento succede prima dei 12 anni.

photo
photo

Non ci sono delle statistiche generali sul numero di ragazze che ogni anno è vittima di infanticidio. Tuttavia secondo un calcolo approssimativo le vittime sarebbero centinaia di migliaia, soprattutto quando si tiene conto che il fenomeno è prevalente soprattutto nei due paesi più popolati del mondo: la Cina e l’India. Gli aborti praticati per la selezione del sesso del nascituro sono molto probabilmente la causa della “mancanza” di bambine nella popolazione.   

Il 65% dei bambini che non vanno a scuola sono femmine e il 66% degli analfabeti nel mondo sono donne.


Questi sono solo alcuni fatti orribili che ci sono emersi con forza durante il convegno. Però c’è speranza e ci sono migliaia di persone nel mondo che fanno cose stupende per combattere la violenza, soprattutto contro le ragazze...  Per cui ecco alcune delle notizie che ci hanno ispirato al convegno.

Ingrid Munro ha fondato ed è responsabile di Jamii Bora, un’organizzazione di micro-finanziamenti con base a Nairobi (Kenya), iniziata nel 1999 con 50 mendicanti. I membri, ormai 150.000 escono dalla povertà con un prestito medio di $95. Ora offrono l’assicurazione sulla salute e un programma di assegnazione di case. I membri restituiscono i soldi chiesti a prestito, poi ne chiedono ancora e si aiutano a vicenda. Non ci si può sbagliare: sono i poveri che si aiutano tra di loro.

photo
photo

Greg Mortenson è un filantropo americano, scrittore ed ex scalatore. Mortenson è co-fondatore (insieme alla Dott.ssa Jean Hoerni) e direttore dell’Istituto dell’Asia Centrale , un ente non a scopo di lucro, e dell’organizzazione filantropica Spiccioli per la pace. La sua passione per l’istruzione delle bambine ha portato alla costruzione di 131 scuole in Pakistan e in Afghanistan, superando spesso ostacoli quasi insormontabili e in situazioni pericolose.  

Le Nazioni Unite hanno dato inizio ad un’iniziativa di qualche anno mirata alla prevenzione e all’eliminazione della violenza contro le donne e le ragazze in tutto il mondo. L’ONU invita i governi, la società civile, le organizzazioni femminili, i giovani, il settore privato, i mass media e tutto il sistema delle Nazioni Unite ad unire le forze per affrontare la pandemia mondiale della violenza contro le donne. 

Per ulteriori informazioni andare a: http://webapps01.un.org/vawdatabase/home.action

photo

photo

MUSE – Il coro femminile di Cincinnati - Dopo l’intervento principale e il dialogo che ne è seguito, i partecipanti hanno pranzato insieme e sono stati divisi in gruppi di lavoro per parlare delle iniziative locali a favore delle donne vittime di violenza. Poi ci siamo tutti riuniti di nuovo nell’Auditorium per comunicarci il risultato dei lavori di gruppo e per ascoltare il concerto magnifico di MUSE, l’unico coro femminile di Cincinnati.