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“Che l’anno prossimo sia per tutti noi un anno di grazia nel senso più vero”- Parole di Madre Francesca a suor Vincentia Maubach, gennaio 1874
![]() Che anno incredibile è stato il 2009 per la nostra Congregazione! • Continuiamo a ricevere il dono delle persone che rispondono alla chiamata di Dio nella loro vita come nuovi membri della Congregazione. Abbiamo suore e associati in formazione che desiderano cercare e vivere il Vangelo. Forse possiamo dedicare qualche momento a ricordare i tanti modi in cui Dio ci ha usato come Congregazione per dare forma alla comunità della vita intorno a noi. Il nostro arazzo congregazionale è intessuto di fili che comprendono la vita di famiglia e della parrocchia; l’uso di cure alternative; la consapevolezza dell’importanza di stare con i giovani per il futuro della Chiesa e del mondo; il farsi strumento del dialogo interreligioso; il continuare ad essere voce di chi non ha voce e una presenza di guarigione per i poveri. Non siamo certo venuti meno alla chiamata a creare una comunità per la vita! Fermiamoci un momento a pensare a tutti i modi in cui diamo un contributo, personalmente e collettivamente, alla comunità della vita... a tutti quelli che collaborano con noi... a tutti coloro la cui vita è più ricca perché hanno avuto un incontro significativo.... una parola gentile, un gesto attento, una necessità soddisfatta. Spesso le piccole cose fatte in nome di Dio aiutano a costruire il regno di Dio e la fratellanza tra gli uomini. Vogliamo continuare a tessere il nostro filo nel futuro che Dio ha pensato per noi. È giusto pertanto che nel 2010, per promuovere la fraternità tra noi, useremo Voci SFP per condividere le nostre esperienze nel mondo sul tema del carisma di guarigione. Ogni numero di Voci SFP avrà un tema specifico che promuove il carisma di guarigione e le espressioni vissute nelle nostre culture. Lo scopo è riconoscere e rispettare i vari modi in cui Dio ci usa come strumenti di guarigione.
Con la grazia di Dio possiamo ravvivare la fiamma del carisma di guarigione ed essere pace nel mondo e tra di noi. Unita nel carisma di guarigione, Marilyn Trowbridge, sfp
Sessione conclusiva dell’inchiesta diocesana per la causa di canonizzazione della Beata Francesca Schervier: un momento storico e ricco di grazie
Suor June Casterton, SFP
La sessione di chiusura dell’inchiesta diocesana della Causa di canonizzazione della Beata Francesca Schervier è stata celebrata con la recita solenne dei Vespri 242 dopo la sessione di apertura del processo. Mentre arrivavano le suore, il tribunale, i frati, gli associati e gli amici entravano nella cappella del convento St. Clare, si sentiva nell’aria un grande senso di attesa. I nostri volti riflettevano la gioia profonda che avevamo in cuore e la gratitudine di poter celebrare questo evento proprio il giorno della festa di Madre Francesca. Dopo la processione con la candela della veglia, sr. Tiziana Merletti, Superiora Generale, ha dato il benvenuto a tutti. Era raggiante di gioia. Ha ringraziato il tribunale per aver fatto un lavoro così coscienzioso e ci ha informato che sr. Mary Jacinta Doyle sarebbe partita il 15 dicembre per portare i documenti sigillati al Vaticano. Ci ha ricordato che durante l’Avvento la nostra attesa sarebbe stata anche quella del risultato, e che solo Dio sa quando succederà. Una “lettera d’amore” della Beata Francesca Brother William Anuszkiewicz, CFP, ha letto un brano dal vangelo di Matteo (Mt 25:35-36, 40). Il brano comincia con “Avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere...” ed era veramente adatto, perché Madre Francesca e le prime suore lavoravano proprio in una mensa dei poveri. E oggi, non a caso, le nostre suore hanno inaugurato una mensa dei poveri nelle Filippine, servendo un pasto caldo a più di 80 persone, tra adulti e bambini, di cui alcuni handicappati. L’arcivescovo Pilarczyk ha riflettuto insieme a noi su quello che abbiamo imparato da questa fase dell’inchiesta diocesana. Ha detto che da ogni azione ed esperienza si impara qualcosa. Il processo dell’inchiesta ci ha insegnato che occorre tanto tempo e che le cose non vanno mai come ci si aspetta. A volte dobbiamo rallentare il processo e altre volte farlo accelerare. Non sappiamo quali saranno i risultati ma “il Signore c’è in qualche modo. E tocca a Lui portarlo a termine”. Per cui questa sera ringraziamo Dio di essere arrivati fin qui. Sessione di chiusura dell’inchiesta diocesana . . . una ricchezza di protocollo e di rito Il protocollo da seguire è molto preciso, ed è stato stabilito dalla Congregazione delle Cause dei Santi. Diventare santo è un processo molto lungo e complesso, che comprende varie fasi in cui si raccolgono le prove di una vita di santità eroica. Tutti i candidati alla santità passano per lo stesso processo. Avendo vissuto in prima persona questa realtà, suor Mary Jacinta ha detto: “Non mi ero mai resa conto di tutti i dettagli e delle regole da seguire nel processo e nella raccolta dei documenti! In questo processo sono diventata molto più consapevole della presenza forte di Madre Francesca nel mondo, nella nostra città e soprattutto nella nostra vita. Ringrazio Dio e la Congregazione di questo grande privilegio, un vero frutto dell’amore”. Negli ultimi 242 giorni il Tribunale e il dott. Paul Sweeney, perito medico, hanno lavorato per raccogliere i dati e preparare i documenti nel formato giusto. Ci sono tre copie dei documenti, che sono state firmate e autenticate. I documenti sono stati messi in tre scatole diverse e sigillate. Due scatole verranno portate a Roma da sr. Jacinta. La terza resterà negli archivi dell’arcidiocesi. Voci angeliche e momenti di tenerezza Il canto di conclusione è stato Alma Redemptoris Mater. Sr. Joanne Schuster, la Consigliera dell’Area USA, ha dato un crocifisso di San Damiano ad ogni membro del tribunale come segno della nostra gratitudine per l’impegno dimostrato durante il processo. Le suore hanno concluso cantando loro la benedizione di Santa Chiara. Uscendo dalla cappella abbiamo visto che c’era una mostra di oggetti conservati negli Archivi. Erano degli oggetti unici, come gli scalda ginocchia, un berretto da notte, della biancheria di lana e una sottoveste di Madre Francesca. Mary Milburn, la nostra archivista, ha detto che per lei far parte del processo ed esservi coinvolta era stato un momento bellissimo nella sua carriera di archivista. Ha detto: “Madre Francesca è veramente importante per me perché ha cambiato le cose. E io mi ci ritrovo nel carisma di vedere Gesù nei poveri”. Madre Francesca ha fatto “un piccolo miracolo o, come altri direbbero, un grande miracolo” facendo in modo che il rinfresco si tenesse nel Barn. Era il primo grosso evento che vi si teneva e il Barn era veramente splendido, con l’albero di Natale, il presepio e le stelle di Natale. La gioia era traboccante.
Passando tra i presenti ho chiesto: “Cos’è stato per te? Che effetto ha avuto Madre Francesca su di te?” Sr. Mary David Mulroy ha detto della cerimonia: “Mi è piaciuta molto. Mi sembrava di essere in paradiso. Fantastica! Solenne!” Sr. Clarita Frericks galleggiava sulle nuvole. Ha detto: “è stata un’esperienza fantastica. Sentivo la presenza di tutte le suore che sono partite prima di noi che sono vive. Ho sentito la presenza delle suore tedesche. Madre Francesca è per me un modello di amore e di generosità. Amava tutti... era un esempio vivo e mi insegna ad essere un esempio vivo per gli altri”. Il signor Tom Siemers, che è stato guarito miracolosamente grazie all’intercessione di Madre Francesca, ha detto che la cerimonia è stata meravigliosa. Si è sentito benedetto e “molto fortunato”. Le associate Joan Steiner e Molly Johantgen erano molto emozionate e onorate di essere presenti. Hanno osservato che era un avvenimento storico. “Quante volte ti può capitare di essere presente al processo di canonizzazione di qualcuno che si conosce e che si ama?” Brother Joel Stern, CFP, ha detto che è stato molto bello far parte di questo avvenimento. Ha parlato della sua situazione critica di salute quest’anno, quando si trovava in Germania. Madre Francesca era stata una presenza molto forte e gli era stata vicina. Il dott. Paul Sweeney ha notato che il processo è stato per lui un modo di ricambiare in qualche modo la Chiesa. “È stato un processo interessante e ho imparato molto”. Per lui è stato importante che ogni persona che aveva intervistato avesse una prospettiva diversa sul miracolo e d’altra parte il messaggio che si riceveva era coerente. Quando gli è stato chiesto se sarebbe andato a Roma per la canonizzazione ha detto: “Ma certo!” Il rev. Christopher Armstrong, delegato del vescovo, ha imparato a conoscere di più Madre Francesca in occasione del processo. Ha osservato che ne aveva visto la foto e aveva notato che gli occhi “seguono” chi li fissa. Per lui tutto il processo era stato affascinante. Sr. Christine Edwards ha scritto una risposta profonda: “Madre Francesca è fantastica per la minorità e l’abbandono totale a Dio! Scelta in modo speciale, consacrata e rafforzata da Dio, ha seguito pienamente le ispirazioni dello Spirito Santo. Il suo amore ardente per Gesù ha trovato espressione nell’amore per tutti, comprese le prostitute, i poveri e gli ammalati. Mentre si avvicina il momento della canonizzazione prego che noi, le sue figlie spirituali, possiamo come lei rispondere pienamente alla chiamata alla santità”. Io stessa mi sono ricordata delle parole di Gertrude Frank a Francesca: “Mi fu poi mostrata una piccola e insignificante vergine … con una palma in mano … a capo di una schiera di vergini, che accorrevano da tutte le parti … anche queste vergini portavano delle palme.” Mi sono venute in mente anche le parole di Francesca a Gertrude: “Di’ così al Signore, che io sono la sua ancella e che sono pronta a fare tutto quello che Lui vorrà da me”. Prego che siamo tutti fedeli nel vivere il carisma di guarigione. . . essere un segno di speranza per il mondo ferito e piagato.
[Ringraziamo per le foto sr. Arlene McGowan e sr. Mary Madonna Hoying]
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