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“…e Gesù cresceva in sapienza, età e grazia…”
Ogni anno il tempo liturgico del Natale ci ricorda, in alcune delle letture proposte, che Gesù va avanti nel suo cammino terreno, crescendo dal bambino di Betlemme all’Uomo di Nazaret, consapevole della propria missione da compiere e nostro Redentore. All’inizio di un altro anno ci rendiamo conto che il tempo non rimane fermo per nessuno. La grossa differenza per Gesù e per ciascuno di noi è quello che ci fa andare avanti nella vita di ogni giorno sono la sapienza e la grazia. Come Congregazione, in questo nuovo anno post-capitolare, anche noi desideriamo camminare con sapienza e grazia. Sentiamo il desiderio di scoprire in modo sempre più profondo cosa significa veramente fare parte della comunità della vita. Per metterci veramente a disposizione dell’essenza della comunità della vita, ciascuno di noi deve fermarsi e riflettere su queste domande: Rimanendo in silenzio con questi pensieri e lasciando che ci parlino, ci rendiamo conto di quanto sia importante capire quanto siano profondi gli effetti che abbiamo sul regno di Dio in mezzo a noi. Forse nelle nostre riflessioni scopriremo l’importanza di abbracciare la “comunanza” tra noi e con tutto il creato di Dio. Essendo creati ad immagine e somiglianza di Dio, siamo invitati a vivere nella pienezza quell’Immagine Divina, lasciandoci costantemente trasformare. Il processo di trasformazione lo si paga caro. La vera trasformazione esige che riconosciamo tutti i punti di contatto che Dio mette nella nostra vita. Mentre da una parte sperimentiamo la vita come grazia, dall’altra non possiamo non abbandonarci alla meraviglia di ciò che ci accomuna. Essere veramente simili tra noi, affratellati, dobbiamo continuare a scegliere di rimanere uniti in quanto ci accomuna e di non lasciarci dividere da quanto ci distingue. Con la grazia di Dio, sforziamoci in quest’anno nuovo di rispettare e far tesoro di ciò che ci accomuna tra noi e con il creato. E . . .
Forse leggendo questi temi ti può venire in mente qualcosa che ti interessa particolarmente. Forse, leggendoli, ti viene in mente un’altra suora o un associato. Incoraggiamo ognuno a rimanere attento ai suggerimenti dello Spirito e a contribuire con articoli o ad incoraggiare altri a diventare parte della voce della nostra comunità della vita SFP. Abbiamo bisogno della TUA SAPIENZA per poter crescere insieme nella GRAZIA DI DIO. Ti preghiamo di metterti in contatto con la responsabile delle comunicazioni nell’Area per dare il TUO contributo di SAPIENZA per amore della nostra comunità della vita SFP. Questo primo numero dell’anno nuovo è giustamente dedicato alla spiritualità, alla GRAZIA all’opera in e attraverso ciascuno di noi, per aiutarci, ce lo auguriamo, a desiderare di crescere in SAPIENZA e GRAZIA mentre cresciamo in DIO . . . Unita nella sapienza e nella grazia, vostra sorella . . . Marilyn Trowbridge, sfp In che modo la direzione capitolare ci chiama a crescere spiritualmente nell’Area del Senegal?
Suor Anne Claire Kabore, sfp Se la crescita spirituale è quello che ci rende sempre più simili a Gesù Cristo, allora lo Spirito Santo ha già iniziato a formarci secondo la sua immagine. La crescita spirituale è forse descritta meglio in 2 Pt 1,5-7: “ . . . mettete ogni impegno per aggiungere alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, alla conoscenza la temperanza, alla temperanza la pazienza, alla pazienza la pietà, alla pietà l’amore fraterno, all’amore fraterno la carità.” La compassione comincia da qui, “generare” comincia da qui: coltivare rapporti fraterni tra noi, essere gentili gli uni con gli altri, sapere come essere una presenza d’amore che non ci ricorda sempre delle ferite del passato ma vi pone rimedio con la Misericordia. Infine siamo chiamati a donarci completamente come la Trinità, che si dona completamente senza contare il bene fatto. Solo così potremo generare compassione e speranza nell’umanità povera e sofferente.
Il convegno organizzato l’anno scorso a Dakar ci ha consentito di capire meglio le cause di questi problemi e i vari tipi di violenza che subiscono le donne e i bambini. Quest’anno un altro programma intercongregazionale di formazione a Mbour, “La lotta contro la tratta”, ci ha consentito di prendere in considerazione il problema direttamente e di studiare il fenomeno, che nelle nostre zone sta aumentando. L’origine della tratta, di cui sono vittime soprattutto le donne e i bambini, va cercata nella povertà della gente e nel fraintendimento della tradizione che dà all’uomo il potere di fare delle donne e dei bambini tutto quello che vuole... “Così tante piaghe da sanare in Senegal…” Noi, suore e associati, siamo chiamati a sanare queste piaghe nelle attività quotidiane e ad avvicinare donne e bambini, che spesso costituiscono lo strato più vulnerabile e più abietto della società, per fargli riacquistare la propria dignità. Siamo chiamati ad ascoltarli, come pure ad ascoltare chi li rende vittime, e ad aiutarli. La nostra lotta contro la povertà potrebbe consistere nel proporre un certo tipo di lavoro retribuito per tenerli impegnati, per aiutarli a diventare più indipendenti, responsabili e felici. Ci auguriamo che la nostra goccia di compassione e di amore, che passa attraverso il cuore dell’umanità, possa dare il via alla rigenerazione della comunità della vita. L’Assemblea Straordinaria dell’Area Italiana: Collaborare per costruire la comunità della vita
Sr. Marina Triglia, sfp L’assemblea di gennaio è stata un momento di famiglia per ritrovarsi dopo il Capitolo e, narrandosi quanto accaduto, guardare insieme al futuro. Nell’aria c’era ancora la gioia delle feste del Natale, la novità di alcune partenze, la voglia di rimettersi in dialogo come comunità e come famiglia allargata. Il 13° Capitolo non è stato uno scherzo, per me che vi ho partecipato per la prima volta, è stato un evento che mi ha insegnato come stare in ascolto dello Spirito, aperta alla Volontà di Dio, disciplinata dentro un processo di discernimento che ha le sue tappe non solo come singola persona ma anche come gruppo. Durante l’assemblea abbiamo rivissuto la novità e l’entusiasmo di una chiamata e il lavorio e l’impegno del trovare una risposta in armonia con le esigenze del territorio e con la forza del nostro carisma. Mi è sembrato importante l’invito della nostra moderatrice, ad un certo punto, di leggere dietro alla confusione apparente l’esigenza di darsi fiducia, di stare dentro al processo di discernimento e di darsi spazio e tempo per elaborare come comunità progetti realizzabili. Il desiderio di concretizzare la nostra direzione capitolare ci ha condotte ad uno scambio ricco che ha preso il suo avvio e che è chiamato ora a continuare nelle comunità locali. Inoltre, con slancio e generosità si sono raccolte le disponibilità di quanti, suore ed associati, desiderano portare il loro contributo in alcuni comitati che sono in via di composizione. Mi è sembrato questo un modo semplice e coinvolgente in cui sentirsi tutti responsabili del nuovo tempo che ci è affidato. Insomma, l’immagine di questa assemblea è quella di un grande cantiere dove convergono forze e doni diversi, dove i mattoni continuano a comporsi, dove si cerca di non lasciare in sospeso i progetti ma con grande passione e speranza collaborare per promuovere e costruire la comunità della vita. Assemblea dell’Area Brasiliana: Suor Lécia José da Silva, SFP
L’assemblea dell’Area si è svolta dal 27 al 29 dicembre. L’obiettivo principale era presentare i nostri rendiconti personali al governo brasiliano, ma abbiamo avuto anche tempo per la condivisione e per far partecipi tutti alla nostra vita e al servizio. Il periodo natalizio ha reso l’occasione festosa e ricca di preghiera e di gioia. Il primo giorno ci è stata donata una preghiera del mattino molto ricca di significato che ci ha rinnovate nello spirito per continuare il cammino. Abbiamo ricordato il Capitolo Generale. Le delegate e un’uditrice che ha partecipato hanno parlato, arricchendo tutto il gruppo e donandoci dei momenti molto speciali. Insieme abbiamo fatto delle bozze di proposta su come mettere in atto la direzione del Capitolo nei prossimi cinque anni. Siamo esseri che hanno bisogno di relazioni. In ognuno di noi c’è la capacità innata di creare rapporti con gli altri. “Siamo nati per essere in rapporto gli uni con gli altri e questo è il nostro aspetto divino”. E siamo chiamati a vivere in comunità come fratelli e sorelle. Che bello avere la famiglia riunita! Queste esperienze personali sono molto arricchenti per noi, in modo particolare le esperienze della testimonianza data da ogni suora nella condivisione. La preghiera, come ogni altro incontro, raccoglie tutte le nostre forze, spingendoci ad agire e a creare e costruire questi rapporti interpersonali, attraverso i quali sperimentiamo l’accoglienza, l’amore e la gratuità. La preghiera è una delle attività fondamentali, indispensabile come l’amore è indispensabile per costruire un universo più umano. Abbiamo anche fatto un po’ di festa insieme agli associati di Goiânia, due donne che stanno facendo discernimento sulla propria vocazione e alcuni monaci benedettini. È stata una bella festa! Suor Thalyta, con il suo carattere allegro, ha animato questo momento di festa con comicità, rendendola anche più allegra. La regola del gioco era: “Chi non partecipa non riceve il regalo!” Quasi tutti sono tornati a casa con un piccolo dono! La gioia che si vedeva sul volto dei partecipanti era contagiosa! Ho notato che suor Daniel Marie, con i suoi 85 anni di esperienza, muoveva lo sguardo in silenzio, seguendoci con gli occhi. Ogni tanto sorrideva. Sembrava che seguisse tutto. Con la sua acutezza, ha aspettato il momento giusto per raccontare una barzelletta che ha fatto ridere tutti di gusto.
Alla fine suor Daniel Marie mi ha detto: “Mamma mia, suor Lécia, che bella festa abbiamo fatto stasera!” Mi sono commossa. Mi sembrava importante sentirlo dire da una suora che ha una grande esperienza di vita religiosa ma, soprattutto, perché viene da una cultura diversa. Grazie a suor Daniel Marie ho potuto constatare l’apertura mentale che le faceva accogliere anche le cose nuove e diverse. E questo è molto positivo, nel senso che contribuisce a far crescere la comunità. Ci deve essere un’integrazione tra il vecchio e il nuovo. Chi ha maggiore esperienza di vita religiosa è pronta ad aprirsi alla novità che si presenta. Tutte le giovani che sono appena arrivate si mettono in ascolto anche loro, per poter costruire insieme la storia della nostra realtà attuale, sulle fondamenta del carisma della fondatrice, la Beata Francesca Schervier. Che lo Spirito ci dia sempre la forza e ci guidi, perché possiamo diffondere l’amore di Dio, piantare i semi, coltivarli e, nel futuro, raccogliere dei frutti saporiti! Questi momenti di riflessione e di esperienza insieme, come l’assemblea, sono molto arricchenti per me. Mi sento come se andassi ad una fonte a bere dell’acqua fresca per placare la sete. Quando la famiglia è riunita, quel momento diventa più importante di tutto, è un momento di festa e lo viviamo con tutti noi stessi. E sono sempre momenti unici e irripetibili. SIAMO TUTTI UN’UNICA FAMIGLIA: Suor Grace Frances Strauber, SFP
La spiritualità relativa alla compassione e alla speranza nella comunità della vita nella nostra tradizione francescana ci viene rivelata nel Cantico delle Creature, il canto d’amore di S. Francesco. La tradizione francescana è saggia, profonda, fonte di ispirazione e guida pratica alla teologia ecologica ed è radicata nella tradizione cristiana. La tradizione francescana considera la Terra come nostra sorella madre e crede nella fratellanza di tutta la creazione di Dio, cioè che tutte le creature sono amate in modo particolare da Dio, un “Dio d’un amore sconfinato e schiacciante che raggiunge ogni essere umano ed ogni passero che cade sulla terra” (Mt 10:29; Lc 12:6). Siamo tutti un’unica famiglia.
L’attrazione esercitata da san Francesco d’Assisi nella sua semplicità di cuore, la sua dedizione alla sequela di Gesù, il suo amore dei poveri, il rapporto intimo con tutte le creature. Francesco riconosceva la bellezza di Dio in tutte le creature, in tutta la creazione, il sole, la luna, le stelle, l’acqua, l’aria e il vento; i fiori e gli alberi, ogni tipo di animale. Francesco riconosceva e valorizzava la bellezza, l’interdipendenza degli esseri umani tra loro e con la creazione. Francesco amava Dio per tutte queste cose e per molto, molto di più! Francesco non era un teologo, ma il suo semplice sottolineare che Dio è buono e Dio è amore ha spinto gente normale a cercare un senso più profondo della vita. Francesco ha anche ispirato i grandi teologi del suo tempo (e del nostro): Bonaventura, John Duns Scoto, che hanno parlato della creazione come rivelazione dell’amore sovrabbondante di Dio. Francesco ha incontrato la sofferenza del mondo, come facciamo anche noi. Questo lo ha spinto a pregare, ma anche ad agire con compassione. L’anima della spiritualità francescana è l’amore e i francescani interpretano tutto a partire dall’amore. L’amore di Francesco per Cristo “ci porta non a separarci dal mondo e dal resto dell’umanità ma ad un rapporto rinnovato”. Nelle nostre Costituzioni (n 43) si legge che “con il nostro corpo, la mente, i sentimenti e lo spirito impariamo a vedere e a lodare Dio in tutta la creazione. . . “ Questo invito alla compassione e alla speranza nella comunità della vita è un invito a rendersi conto che siamo collegati ad una famiglia (comunità) più grande e che siamo interdipendenti. La nostra “responsabilità nei confronti della terra e di tutte le creature viventi viene potenziata dallo Spirito ed elargita con la grazia di Dio”. Crediamo che la speranza sia ancora possibile. Mentre affrontiamo il futuro diventiamo molto reali, viviamo nel presente e abbandoniamo il desiderio di potere e di controllo. La speranza nella comunità della vita trova significato nella normalità, nella quotidianità vissuta nella grazia di ogni istante. Per noi la spiritualità è legata alla conversione. Comprendiamo la necessità delle idee e delle pratiche spirituali che ci fanno riandare alle nostre origini e che continuano a nutrire il nostro desiderio di pace. La contemplazione è un libro lungo e pieno d’amore. Questa contemplazione è coinvolta attivamente e con passione, spinta dallo Spirito, motivata dall’amore, a far nascere nuovi modi di vivere. Ci rifacciamo al Cantico, questa nuova visione di lode e fonte di meraviglia, per la nostra preghiera, per la nostra fonte di contemplazione e di azione. Il Cantico approfondisce il senso di “tutta la creazione”, come scritto nelle Costituzioni. Facciamo esperienza della comunità della vita in tutte le creature: “Lodate e benedite il Signore, ringraziate e servite con grande umiltà.” Fonti:
Copyright 2009 Franciscan Sisters of the Poor
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