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Riflessioni sulla vita consacrata UN DIO CHE SANA
L’amore porta frutti di guarigione
“Nel mistero di Cristo Crocifisso e Risorto, da cui scaturisce il nostro Carisma di guarigione, cerco d’innestare la mia vita di consacrata.” Sr. Antonietta Urdì, sfp Ricordo la forte emozione della prima volta in cui ho incontrato lo sguardo di Madre Francesca: uno sguardo dolce e forte, che mi ha trasmesso amore e misericordia. Questo è stato un incontro che ha segnato la mia vita, rendendomi partecipe del suo Carisma di guarigione. Da allora questo Carisma mi ha immessa dentro una storia di Salvezza personale e comunitaria, costellata giorno per giorno di luci ed ombre, di gioie e dolori, di morte e resurrezione. Ricordo una volta in cui camminando per le vie di Roma avvertivo un forte senso di fallimento e di delusione. Ad un certo punto mi sono sentita spinta ad entrare in una Chiesa, dove era esposto Gesù Eucarestia. Un’atmosfera di sacro avvolgeva quel luogo e ho aperto il mio cuore in un dialogo profondo. Dopo un po’ mi sono sentita pervadere da un senso di benessere, come un vento leggiadro, che guariva la mia anima. Nella mia esperienza la preghiera davanti a Gesù Eucarestia l’ho sempre vissuta come la fonte principale del nostro Carisma di Guarigione. Da anni vivo a Porta San Giacomo, una comunità che condivide la vita con ragazze straniere vittime di tratta. Il mio impegno quotidiano accanto a queste ragazze è segnato dalla consapevolezza che ogni azione, ogni gesto, ogni parola ed ogni sguardo sono espressione del Carisma di guarigione. Con umiltà mi metto in ascolto dello Spirito Santo, che mi indica come accogliere ed amare ognuna. “La fede mi fa credere, che niente è invano se vissuto nell’amore, perché l’amore rimane e porta frutto a suo tempo.” L’esperienza mi ha insegnato che non sempre i frutti di guarigione sono immediati ed evidenti; a volte sono segnati dall’incomprensione e dalla diffidenza da parte di queste donne, ma la fede mi fa credere, che niente è invano se vissuto nell’amore, perché l’amore rimane e porta frutto a suo tempo. Nel mistero di Cristo Crocifisso e Risorto, da cui scaturisce il nostro Carisma di guarigione, cerco d’innestare la mia vita di consacrata. Da Lui il vissuto di ogni giorno prende forza e slancio per essere testimone e segno profetico della vita di Dio tra noi. Riflessioni su una vita di patto... “Ho bisogno di tutta una comunità di persone che mi aiutino.”
“Gli affiliati o associati laici sono donne e uomini che desiderano ufficialmente associarsi ad una comunità religiosa, alla sua missione e alla sua spiritualità”. Certo, questo è vero ma per me è una cosa più complessa. Le mie risposte le trovo nel desiderio profondo di far parte di una comunità che è impegnata attivamente nella ricerca di Dio, nel bisogno di crescere spiritualmente e di avere facile accesso alle opportunità di farlo e nell’affinità con il carisma di guarigione di Madre Francesca. La ricerca attiva della preghiera di guarigione e la partecipazione ai Circoli di guarigione sono tra le tante opportunità spirituali che mi vengono offerte nella vita di associata. E non è finita! Voglio conoscere Dio, non solo conoscere qualcosa su Dio! È chiaro che non potremo mai conoscere completamente Dio, perché Dio è al di là della nostra comprensione ed è infinito. Eppure siamo chiamati con il Battesimo ad abbracciare questo mistero e nella Confermazione siamo invitati a cadere nell’abbraccio amorevole di Dio: a lasciarci andare e a fidarci, completamente! Non so per gli altri, ma a me non riesco così facile lasciarmi andare. Ho bisogno di tutta una comunità di persone che mi aiutino. Il desiderio di Dio non nasce da noi: desideriamo Dio perché Lui per primo ci ha desiderati. Non male a pensarci bene! Ed io ho bisogno di persone che mi aiutino a pensarci: e che lo facciano a voce alta e senza mezze misure. Per me ci sono ancora tante domande senza risposta. La sfida è di non mollare le domande e di cercare delicatamente e in pace, rimanendo ben radicata nella mia vocazione e nell’esperienza che faccio di Dio e, nello stesso tempo, aperta ai modi sorprendenti in cui Dio si rivela nella normalità, nella natura e negli altri. Questa è la via francescana ed è per questo che scelgo di camminare con le Suore Francescane dei Poveri. È la mia promessa, il mio patto... Leah Curtin, Associata * * * * * (1) Consiglio nordamericano degli associati e dei religiosi VITE DI CONSACRAZIONE E DI IMPEGNO:
“Vogliamo sanare le piaghe di Cristo in tutti i fratelli e le sorelle.” Sister Helena Paula Carvalho, SFP Quarantacinque anni fa ho lasciato la mia famiglia e il mio paese per rispondere alla chiamata di Cristo. Dio mi ha scelta con amore per seguire i consigli evangelici della povertà, castità e obbedienza. Questo invito privilegiato è rivolto a tanti altri cuori che sono spinti dal dono e dall’azione dello Spirito Santo a seguire Cristo. Consacrare la nostra vita a Cristo nella Chiesa è dare testimonianza con gioia ed entusiasmo all’amore che abbracciamo, proclamando con la vita che il Signore è il tutto della nostra esistenza! Dio ci riempie il cuore con una fonte inesauribile di amore misericordioso. Siamo consacrate e chiamate ad incarnare nel mondo l’esempio di Cristo che era casto, povero e obbediente. Mosso dalla compassione e dalla solidarietà, il consacrato desidera generare la vita e promuovere la carità e la pace con il perdono e la riconciliazione. Desideriamo sanare le piaghe di Cristo in tutti i fratelli e le sorelle. Gesù aveva dei criteri per questo impegno, come vedere il Suo volto negli altri, al di là delle apparenze: “Perché avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto...” [Mt 25,35]. Vivere secondo uno Stile di vita evangelico servendo con la Chiesa negli asili, nelle strutture per lungodegenti, negli ospedali e negli istituti di aiuto ai bambini, agli adolescenti e agli adulti, è un esercizio della carità e una grande sfida a superare tutte le barriere e le differenze culturali. Il nostro impegno a sanare ci chiama ad andare alla causa fondamentale della sofferenza e dello scoraggiamento, della malattia, della violenza, dell’abuso, della commercializzazione delle donne, della tratta dei bambini e di altre situazioni gravi nella famiglia e nella società. È l’esempio di Cristo che ci ispira a dare testimonianza a questa compassione, alla speranza e alla solidarietà. L’ultimo capitolo del documento Vita Consecrata è intitolato: “Impegnati nel dialogo con tutti”. Tratta del rapporto tra consacrazione ed ecumenismo, un dialogo aperto all’azione dello Spirito Santo e capace di distruggere il muro del pregiudizio e della separazione. La Chiesa offre un modello di fede, di speranza e di carità che prevale tra i religiosi consacrati come testimonianza profetica al Signore nel servizio fedele a tutti i fratelli e alle sorelle, impegnate a seguire Cristo secondo i tanti carismi che ha abbondantemente riversato nel mondo. Dio ispiri tutti i consacrati, uomini e donne, a vivere in unità con la Trinità, nella disponibilità docile a dedicarsi completamente al Regno di Dio . . . e ispiri tutti i religiosi che servono i poveri secondo i vari carismi con una vita casta e obbediente seguendo l’esperienza religiosa dei propri fondatori.
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