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VOCI SFP

marzo 2009
Vol. V, No.2 ©

 

 

Riflessioni sulla comunità della vita

Carissime suore e associati,

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La perla preziosa, di David Bonnell

 

In queste ultime settimane ho dedicato molto tempo a riflettere sulla direttiva del Capitolo: “Generare speranza e compassione nella comunità della vita”. In particolare, ho contemplato quest’ultima parte: comunità della vita. Quanto è ampio esattamente questo concetto? Certamente comprende tutto il creato di Dio. Mi considero una che dice, insieme a Davide: “I cieli narrano la gloria di Dio e l’opera delle sue mani annunzia il firmamento. Il giorno al giorno ne affida il messaggio e la notte alla notte ne trasmette notizia” (Salmo 19,2-3). 

Mi vengono in mente una serata fredda d’ottobre, in Croazia, una serata nella periferia di Pechino, e una notte spettacolare su un altopiano della Nazione dei Navajo, in cui il cielo nero inchiostro era talmente ricco di stelle luminose che mi sembrava di poterle toccare con un dito. L’immensità e la grandezza della galassia mi hanno fatto sentire un nulla insignificante... ma nello stesso tempo mi sono sentita a mio agio, quasi avvolta dal cielo, come se le stelle fossero il segno di un amore più grande che mi abbracciava. Perché? È molto semplice ma, forse, anche profondo.

La Sacra Scrittura fa l’affermazione stupenda che questo Dio trascendente, che ha cosparso nello spazio 100 miliardi di galassie, è come una madre attenta o un padre affettuoso che  ama ogni essere umano, sente ogni grido d’aiuto e interviene per il nostro bene. A questa convinzione che Dio mi ama profondamente e si occupa di me personalmente, il Vangelo aggiunge l’idea pazzesca che Dio ci ha amati talmente da mandare l’unico Figlio. . . a salvarci da noi!!   

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L'occhio dei piccoli soli, di Richard Pousette Dart

 

Oggi, incredibilmente, grazie al lavoro degli scienziati, stiamo imparando il linguaggio con cui Dio ha creato la vita. E siamo sempre più attoniti di fronte alla complessità, alla bellezza e alla meraviglia del dono più divino e sacro che Dio ci fa. Le scoperte di Einstein e quello che oggi chiamiamo la “prospettiva quantistica” esigono dei cambiamenti scioccanti nel modo in cui vediamo il mondo, in cui intendiamo il posto che occupiamo nel mondo e la realtà. Gli scienziati hanno provato che viviamo in un mondo di interconnessione e di consapevolezza assolute, che le vecchie distinzioni che si facevano tra materia e spirito non sono mai esistite. Siamo veramente un unico essere: Dio ha fatto tutto ciò che esiste con la Sua Stessa STOFFA. E la scienza ci porta sull’orlo del capire cosa intendeva dire Gesù quando ha detto: “Qualunque cosa avete fatto ad uno di questi più piccoli l’avete fatta a me”. Addirittura! Facciamo parte di questa Realtà. Profondamente. Al livello più profondo. Tutto ciò che pensiamo e scegliamo ha conseguenze su questa Realtà. Come pure il fatto che la trascuriamo, ne abusiamo e la dominiamo.    

La nostra direttiva capitolare confronta direttamente questa realtà, e ci chiama a vivere veramente il Cantico delle creature di San Francesco: “...Laudato sii, mi Signore, con tutte le tue creature... fratello sole... sorella luna... frate vento... sorella acqua... frate foco... la madre terra...” Come dice chiaramente Francesco con parole scritte secoli fa, facciamo tutti parte della famiglia di Dio... e beati noi, perché genereremo speranza e compassione in questa stupenda comunità della vita!   

Pace e bene!


Sr. Joanne Schuster, SFP
CCA, US Area

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Generare compassione e speranza nella comunità della vita

Sr. Arleen Bourquin, SFP

Uno degli aspetti più entusiasmanti del Capitolo Generale 2008 è stato arrivare ad una dichiarazione che conteneva le idee di tutti i membri del Capitolo in una definizione molto sintetica. È una frase facile da ricordare e per alcune di noi è diventata una spinta da vivere nel quotidiano, una dichiarazione che ci incoraggia a verificare il nostro progresso come membri della comunità della vita. Quando ho dato speranza agli altri? A me stesso? Tratto gli altri con compassione? Ho compassione nei miei confronti quando mi mancano le forze e la mia vita viene visitata da dolori e sofferenze? Come membro della comunità della vita, in che modo rispetto la terra e tutte le sue creature? In che modo rispetto le mie energie creative? L’energia creativa di altri esseri, sia umani che animali o vegetali?    

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©Copertina e disegno grafico di Barbara Schwarz, OP
(l'uso del disegno e`autorizzato per una sola volta)

Come Congregazione francescana il nostro impegno di rispetto nei confronti della comunità della vita non è certo iniziato con la dichiarazione del Capitolo. Borse di lattine e giornali sono state portate nei centri di riciclaggio e i soldi sono stati utilizzati per i vari ministeri. Tutti ci siamo sentiti spinti a semplificare la nostra vita donando oggetti usati e nuovi per le varie bancarelle. Dovunque ci troviamo abbiamo donato ai negozi di articoli usati tanti capi di abbigliamento quasi nuovi. Da anni approfondiamo temi ecologici. Tutte queste iniziative sono legate al nostro servizio ai poveri che incontriamo e di cui ci occupiamo come Suore Francescane dei Poveri.  Forse la differenza è che ora i nostri membri sentono nell’invito del Capitolo un invito che ha una forza nuova. 

L’effetto della nostra dichiarazione d’intenti del Capitolo sulla vita delle suore e degli associati negli Stati Uniti si sente in molti modi.  Alcuni hanno cercato di chiedersi l’un l’altro nelle comunità locali: “In che modo hai vissuto la dichiarazione d’intenti del Capitolo? Cosa hai fatto per generare compassione e speranza nella comunità della vita?” E` chiaro che tante suore si sono sentite invitate a cercare nuove fonti per ampliare i propri orizzonti. Ognuna ha ricevuto il libretto intitolato Dove scorre l’acqua pura: la storia dell’universo e la fede cristiana, di Margaret Galiardi, che verrà usato per continuare il dialogo all’Assemblea di aprile. Alcune suore hanno guardato dei video e hanno letto libri per approfondire la riflessione sulla comunità della vita, a cui è seguito uno scambio di idee in gruppi.   

In marzo gli associati hanno organizzato un workshop guidato da Judy Cannato*, autrice di Radical Amazement (“Incredibile meraviglia”) e una lettera di invito è stata inviata ad altre congregazioni religiose e ai loro associati. Tra altri esempi di iniziative fatte per attuare la dichiarazione del Capitolo c’è un Circolo di Vita in cui esamineremo insieme come continuare ad utilizzare il Convento St. Francis di Warwick per rafforzare la vita della Congregazione e degli abitanti del paese. Varie comunità locali si sono ritrovate per partecipare a degli incontri di preghiera in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la vita consacrata e la giustizia sociale. Alcune suore e associati hanno adottato modalità di approccio alla propria responsabilità nei confronti della comunità della vita diversi come lo sono le loro personalità.   

E tu, come stai mettendo in pratica l’invito del Capitolo 2008 a generare compassione e speranza nella comunità della vita? 

*Per motivi di salute, purtroppo Judy Cannato non potrà essere presente.

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“l’Amore, come una coperta, avvolge l’umanità intera.”

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Sr. Gabriella D'Agostino con alcune partecipanti alla festa

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Il gruppo di preparazione della festa

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Vita nella comunità

 

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Il balletto

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Le prove del balletto

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La coperta del mondo

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Il gruppo delle ragazze del balletto con Pinella

Comunità di Casa Santa Chiara – Messina

Da diversi anni la comunità S. Chiara vive un’esperienza di profonda condivisione con i laici e gli associati. Mensilmente ci incontriamo per vivere diversi momenti formativi e ritiri, per questo, a settembre un’equipe si incontra per programmare i vari appuntamenti.

Per quest’anno abbiamo scelto in modo particolare il tema dell’accoglienza: abbiamo iniziato mettendoci alla scuola della Parola, aiutati da un padre gesuita, approfondendo l’accoglienza dello straniero nella Bibbia. Con noi c’è stato anche, Maurizio Pallante, l’ideatore del Movimento della Decrescita felice, che ci ha aiutato ad “accogliere” uno stile di vita più sobrio.

Interessante è stato l’incontro ecumenico su San Paolo fatto con il pastore valdese della chiesa di Messina. A questi incontri ne seguiranno ancora molti altri… siete tutti invitati!
In questo cammino fatto fino ad oggi, particolare è stata la preparazione della Festa di Madre Francesca: abbiamo avuto l’idea di pregare in un modo diverso, mettendo a frutto i talenti di ciascuno.

Abbiamo creato appositamente un gruppetto organizzativo, in cui vi era una nostra amica ballerina. Grazie a questo abbiamo pensato di coinvolgere alcuni ragazzi italiani e Rom per una danza da fare durante il momento di preghiera.
L’idea è stata molto bella ed è stata una grande sfida mettere insieme persone di diverse culture.

Il canto che abbiamo scelto per la danza si intitola “La coperta del Mondo”: l’Amore, come una coperta, avvolge l’umanità intera. Un’umanità fatta di diversi colori e culture.
I ragazzi avevano diversi pezzi di stoffa colorata, con questi hanno fatto una grande coperta che ha riempito la sala di colori.

Per le prove ci siamo trovati ogni settimana. Sembrava difficile che i ragazzi riuscissero a fare bene il balletto, durante le prove ogni tanto si distraevano…come tutti i ragazzi; ma oltre ogni aspettativa, il giorno di Madre Francesca, sono stati bravissimi. Vederli ballare insieme, senza distinguere chi fosse italiano e chi straniero, è stato commovente.

 Pinella, la nostra amica ballerina, ci racconta cosa è stato per lei insegnare a questi ragazzi:

In occasione della veglia per Madre Francesca, ho condiviso con un gruppo di sei ragazzi - quattro rom e due italiane - la preparazione di un momento di danza. Inizialmente pensavo di poter proporre, attraverso di loro, una preghiera in forma di danza ma questo non è stato possibile. Tuttavia, grazie al linguaggio universale della danza, abbiamo vissuto insieme, con fatica e con gioia, un'esperienza di autentica integrazione, che ha valorizzato la straordinaria vitalità e capacità di relazione di questi ragazzi"
 

Vi aspettiamo per i nostri incontri!

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Un progetto per l'educazione, la cultura e il tempo libero

Suor Tânia Maria Ribeiro Machado, sfp

Siamo immersi in un mondo caratterizzato da una grave crisi globale e strutturale che tocca da vicino il modo in cui viviamo nel pianeta Terra. Di conseguenza emerge il bisogno profondo di rinnovare costantemente noi stesse e i nostri ministeri in Brasile, creando nuovi modi di agire e di rispondere alle necessità che si presentano. Ecco perché il nostro Progetto per l’educazione, la cultura e il tempo libero al Centro di formazione Francesca Schervier a Goiânia ha come obiettivo essenziale e finale quello di motivare le persone e dare loro la formazione di cui hanno bisogno per vivere in modo più umano. Il che comporta fare nostro il mandato di applicare i principi universali dell’etica: 

“Ama il tuo prossimo come te stesso” [Mc. 12,31] e “Tratta sempre gli altri come vorresti essere trattato da loro.” [Mt. 7,12]

Interessarsi - L’interesse per gli altri è un principio umano fondamentale. Ci interessiamo di tutto ciò che amiamo. Tutte le forme di vita hanno bisogno di essere trattate così. 

Solidarietà La solidarietà comporta il rispetto per le norme collettive ed inizia aiutando i più bisognosi,  manifestandosi attraverso la nostra compassione. Compassione significa condividere la passione di un altro, mettendosi nella sua situazione, essendo felici e soffrendo insieme all’altro in modo che non si senta solo. Significa costruire insieme qualcosa di positivo che tutti possano godere.  

Nel mettere in pratica questi principi per il raggiungimento dei nostri obiettivi, osiamo proporre di dare inizio alla trasformazione con le nostre attività con le persone del nostro quartiere. Stiamo generando una nuova spiritualità per aiutare tutti ad immaginare la direzione del cammino futuro di ciascuno con un atteggiamento nuovo. Stiamo utilizzando secondo il potenziale umano le qualità tra di noi e condividendo tutto ciò che è buono e bello e a disposizione di tutti, come doni da ricevere e da offrire.  

Con le sfide generate da questa speranza stiamo servendo 220 persone di tutte le fasce d’età. Stiamo creando 14 campi di servizio per elaborare la formazione spirituale, educativa, sociale e culturale e la crescita dignitosa di persone dai due ai settant’anni. 

Quest’anno è iniziato con tante sorprese. All’inizio di febbraio, il personale era molto scontento quando abbiamo cominciato a cercare persone che fossero contente di aiutarci nelle attività che offriamo. Con la grazia di Dio e la benedizione di Madre Francesca Schervier, sono arrivati tanti volontari pronti ad aiutarci. Abbiamo trovato tutte le persone che ci servivano per completare il personale di cui avevamo bisogno ed erano tutti entusiasti di partecipare. 

Sr. Tânia

Tra i volontari possiamo contare ora sulla collaborazione di Denise, che era la nostra traduttrice e interprete al Capitolo Generale. Ci sta aiutando ad insegnare il canto liturgico. Abbiamo con noi anche il nostro amico Maximiliano (Max), un seminarista diocesano, che ha esperienza con i giovani e che aiuta quando può. Da metà marzo suor Ana delle Suore Riparatrici Serve di Maria ha cominciato a mettere a disposizione i suoi talenti nel campo dell’arte e della produzione di prodotti artigianali. Oltre a questi volontari siamo felici di avere il personale di sempre, che lavora con noi ogni giorno.    

Ed ecco come, mettendo insieme i vari fili a nostra disposizione, rimaniamo grate a Dio che ci dona la forza e alla Congregazione, che ci dà la formazione e una direzione chiara. Ringraziamo in modo particolare il personale e la leadership della Foundation SFP, che ha sostenuto fedelmente questo progetto dal 1998, il che ci consente di servire i meno privilegiati tra di noi, con cui stiamo costruendo, grazie alle attività, la Comunità della Vita qui a Goiânia, come modo di rispondere alla direttiva data dal Capitolo Generale.

 

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