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VOCI SFP

Maggio 2010
Vol. VI, No. 4 ©

 

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Carissimi suore, associati e amici,

Il giorno di Pentecoste del 1845 lo Spirito Santo ha riversato sulla Beata Francesca il carisma di guarigione; la sua vita ne ha alimentato la fiamma fino a farla raggiungere vari punti della terra. Questa fiamma continua ancora oggi ad ardere nel nostro cuore.  Questo numero di VOCI SFP di maggio celebra i modi profondi, ricchi e diversificati in cui la fiamma del carisma di guarigione continua ad ardere in mezzo a noi oggi.

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Salvador Dali – Appearance of
the Tongues of Fire (1967
)

In questo numero scoprirete come lo Spirito di Dio continua a parlarci...

  • L’Area Brasiliana ha intervistato sr. Bernadete Batista, che racconta di come si sente strumento dell’amore di Dio che guarisce. 
  • Sr. Giovanna Dada dell’Area Italiana parla di come l’amore di guarigione delle suore e degli amici l’ha aiutata ad arrivare ad una comprensione più profonda della guarigione, in sé stessa e negli altri.
  • L’associato senegalese Léopold Bianquinch parla dell’esperienza che ha cambiato la sua vita grazie alle virtù eroiche delle suore.
  • Sr. Joanne Schuster, la CCA dell’Area USA, ci propone un articolo in cui parla di come diventare un centro dell’amore sanante di Dio con il semplice gesto dell’imposizione delle mani nel Circolo di Guarigione.  

Lo stesso Spirito di Dio, che ha infiammato il cuore della Beata Francesca più di 165 anni fa possa far ardere il vostro cuore mentre leggete questo numero di VOCI SFP. . . . 

In unità fraterna,

Marilyn Trowbridge,sfp
Responsabile delle Comunicazioni

[La Beata Francesca; disegno di copertina tratto dal sito delle Suore dei Poveri di San Francesco. Uso autorizzato.]

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CAPIRE LA GUARIGIONE IN PROFONDITA

Suor Maria Lúcia Oliveira intervista suor Bernadete Batista

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“Riconoscevo nei poveri e nei sofferenti iI mio Divino Salvatore, così chiaramente
come se l'avessi visto con gli occhi del corpo ...”
(Madre Francesca)

Introduzione

Fin da piccola, Madre Francesca Schervier aveva un gran desiderio di aiutare gli altri. Era sempre pronta a ricevere la grazia di Dio e gli era fedele. E Dio ha avuto misericordia di lei, segnandola con il sigillo del suo amore nel profondo del suo essere, facendo in modo che mettesse i suoi talenti al servizio degli altri. Madre Francesca ha cercato instancabilmente di fare la volontà del suo Divino Maestro, restando aggrappata alla via che aveva scelto. Pochi sono coloro che, trovando il sentiero della vita religiosa, sono capaci di perseverare nonostante gli ostacoli che incontrano nella via: incertezze, buio, sofferenza, paure...

Seguendo l'esempio di Madre Francesca ci sono donne consacrate che anche oggi cercano di rispondere alla chiamata di Dio, dedicandosi a servire Dio fedelmente con amore, cura e zelo. Ecco perché mi trovo ad intervistare la nostra cara suor Maria Bernadete Batista, che ha dedicato la vita a continuare a mettere il carisma di guarigione della nostra fondatrice al servizio dei poveri, degli ammalati e degli emarginati nella città di Ipamerì, in Brasile.

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"Prima di tutto ho sempre bisogno di cercare di essere sanata io, per poi diventare strumento di guarigione per gli altri..."

Suor Maria Lúcia: suor Bernadete, fai esperienza del fatto che partecipi al ministero sanante di Gesù?
Suor Bernadete: Ma certo!

— In che modo vivi il tuo ministero di guarigione?
— Lo vivo ogni volta che mi dono nel servizio alle sorelle e ai fratelli che sono malati, andandoli a trovare a casa, essendo una presenza che porta consolazione quando qualcuno perde una persona cara, andando incontro alle necessità fondamentali dei poveri che sono emarginati dalla società e insegnando ai giovani a produrre delle opere artistiche e a fare dei prodotti artigianali per perpararli al mondo del lavoro.  

— Come pensi di poter approfondire la tua esperienza del processo di guarigione?
— Prima di tutto ho sempre bisogno di cercare di essere sanata io, per poi diventare strumento di guarigione per gli altri. La cosa più difficile è essere strumento di guarigione con chi mi è più vicino, come le altre suore della comunità in cui vivo e con cui ho a che fare ogni giorno. Tuttavia questa ricerca fa parte essenziale di ogni processo di conversione continua. Cerco la conversione attraverso la preghiera e il dialogo, la condivisione con la comunità, la condivisione della vita...   

— Riesci ancora a trovare dei modi nuovi di essere uno strumento di guarigione? 
— Certo!  Poco tempo fa ho fatto un’esperienza diversa che mi ha dato tanta gioia. C’è un mendicante senza fissa dimora che è alcolizzato e passa di paese in paese. Chiede cibo e vestiti, che gli procuro, oltre naturalmente a dedicare anche del tempo a parlare con lui per fargli sentire che è un figlio amato dal Padre. Dopo un po’ si è instaurato tra di noi un rapporto di fiducia e un giorno mi ha chiesto se potevo contattare sua madre. Le ho scritto una lettera e le ho dato il nostro numero di telefono, nel caso volesse mettersi in contatto con suo figlio. Ho anche indicato in che giorno e a che ora poteva telefonarci per parlare con lui.  Che felice è stata quella madre a sapere che suo figlio era vivo e che noi ci occupavamo di lui. E che gioia è stata per lui parlare con sua madre dopo tanti anni di silenzio!

— Suor Bernadete, grazie infinite della tua disponibilità, del tuo lavoro e della generosità con cui servi gli altri. Madre Francesca continui a benedirti e a donarti il suo tocco di guarigione!
— Prego. Spero di aver dato un piccolo contributo con la mia esperienza. Alla prossima, se Dio vorrà! 

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Approfondire la comprensione del nostro carisma di guarigione

 “Allora offro le mie conoscenze gratis perché il fondamento delle mie azioni è l'amore.”
Léopold Bianquinch, associato

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Léopold dà testimonianza del carisma SFP 
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I bambini in classe    

Come associato che vive in Senegal, esprimo il carisma di guarigione delle Suore Francescane dei Poveri nella mia vita e nella testimonianza che do nelle attività quotidiane. Lavoro nel campo dell'educazione dando ripetizioni ai bambini delle elementari e delle medie e così guadagno anche qualcosa. A volte però incontro dei bambini i cui genitori non hanno nulla e che non possono pagare. Allora offro le mie conoscenze gratis perché il fondamento delle mie azioni è l'amore.

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Uno studente di Leo

Questo è il mio modo di vivere il carisma di guarigione che mi ha cambiato la vita. Ho approfondito il carisma durante tutta la durata del mio impegno di associato, secondo quanto ci insegna Madre Francesca Schervier: "Le parole da sole non possono far niente..." e "Ringraziamo il Signore dal profondo del cuore di tutte le grazie che ci ha donato nel suo amore immenso facendo lo sforzo di collaborare fedelmente con Lui" o anche questo bellissimo pensiero: "Spero che approfitterete pienamente di tutto ciò che Dio fa per il vostro bene. Questo si può avverare se farete lo sforzo di camminare sempre nella fede"

Queste parole mi hanno profondamente colpito e mi hanno segnato nel profondo del mio essere, grazie alla testimonianza vissuta delle suore. Spesso mi chiedo: se avessero solo parlato senza fare niente di concreto [quando ho avuto l'insufficienza renale] la mia vita sarebbe finita nel 2005. E` con grande semplicità, ma soprattutto con grande coraggio, e con le azioni concrete che le suore hanno continuato l'opera di Madre Francesca. Grazie ai loro gesti tanti uomini, donne e bambini, hanno potuto fiorire con dignità. Ringrazio le suore con semplicità di tutto e auguro loro tanto coraggio mentre continuano a camminare nei sentieri del mondo.

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Un amore che sana

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Sr. Giovanna Dada al Centro di Ascolto

Sr. Giovanna Dada, SFP

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Le suore di Casa Betania: da sin. sr. Francesca Maria Tramonte, sr. Tina Ventimiglia, sr. Vincenza Scassillo, sr. Giovanna Dada

Con il cuore colmo di stupore e di gratitudine, mi metto alla presenza di Dio, per renderGli grazie, per questo tempo in cui mi dona di fare esperienza del potere sanante della Sua Parola. Parola seminata nel mio cuore tempo fa, durante un ritiro, che piano piano è cresciuta e cresce, ed ora sta portando frutto.

Grazie alla cura, alla preghiera, all'affetto e alle attenzioni di tante sorelle e fratelli, che mi sono accanto e mi accompagnano nel cammino, sto imparando a guardarmi così come mi vede Lui, quel Dio che gioisce del creato. Non è stato e non è facile, credere che ciò che di bello gli altri vedono in me, è la Sua verità in me e su di me. Da quando ho iniziato ad accogliere questo Suo sguardo su di me, è come se alcune ferite fossero guarite. Questo mi ha donato serenità, ed è cambiato anche il mio modo di vivere il servizio con gli anziani e gli ammalati.

Accostandomi a loro, nella semplicità del mio essere sorella, posso offrire loro lo spazio necessario per raccontarsi, condividere la loro solitudine, le preoccupazioni, il dolore, le angosce, accogliere e custodire i loro “segreti”.

Il miracolo costante di un Dio che guarisce

Spesso mi son chiesta se sono davvero degna di ricevere tutte le benedizioni che invocano su di me, ogni volta che li vado a visitare. Ora mi rendo conto che, nella misura in cui io credo che Dio si serve anche di me, per prendersi cura di questi fratelli e sorelle, si rinnova il miracolo della guarigione in me e attorno a me.

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Rembrandt, Il ritorno
del figliol prodigo

Ho imparato quanto è importante prendersi cura di se stessi, lasciare (o permettere) che gli altri si prendano cura di me; questo mi aiuta a crescere, nell’essere presenza del Suo amore che sana.

In modo particolare quest’anno, attraverso l’amore delle sorelle, che si sono prese cura di me, più di quanto io non abbia fatto per me stessa, ho sentito vivo e operante il nostro carisma di guarigione.

Chiedo a Madre Francesca di continuare ad accompagnarmi e sostenermi in questo cammino che mi “riconduce a casa”, tra le braccia del Padre che mi attende, per ripetermi quanto sono preziosa ai Suoi occhi, degna di stima e amata.

 


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CAPIRE E OPERARE IN UN CIRCOLO DI GUARIGIONE photo

Suor Joanne Schuster, SFP

Quante volte abbiamo cercato di far passare la forza creativa di Dio attraverso di noi dicendo: "Oh, Dio, ti prego, fa una cosa o l'altra"! E se Lui non l'ha fatta ci sono venuti dei dubbi sul fatto che Dio voglia o possa fare nella nostra vita o nel nostro corpo quello che gli chiediamo di fare. Non mettiamo in dubbio la nostra capacità di metterci alla sua presenza e di riempircene, ma la sua disponibilità a venire dentro di noi e a riempirci di lui. E nonostante Dio ci abbia ripetuto tante volte e ci abbia detto che tutto è possibile con l'Amore... noi ci crediamo ma solo in modo pio e sommesso, pensando che in fondo queste sono cose per gli apostoli e i santi, non per gente come noi.

Eppure con la semplice imposizione delle mani possiamo diventare un centro che riceve e trasmette l'amore di Dio che sana. È un impulso naturale tenere tra le mani una mano febbricitante, accarezzare una testa che duole o tenere un bambino malato tra le braccia. Nel farlo ci comunichiamo l'amore che ci lega. Fisiologicamente anche il tocco più leggero provoca una serie di reazioni chimiche nel corpo.

Psicologicamente ci trasmettiamo reciprocamente la forza dell'amore non con la comprensione razionale ma con la tenerezza del cuore. La scienza oggi ci informa che viviamo in un mondo di interconnessione e coscienza totale, in cui la distinzione tra materia e spirito diventa superata. Tutto è energia o spazio, e la differenza è solo nella densità dell'energia e nel livello di vibrazione dell'energia. Anche i pensieri sono energia, ci viene detto, e hanno effetti sull'ambiente circostante. L'essenza della preghiera di guarigione è proprio imparare a catturare e ad applicare queste informazioni e a farlo con consapevolezza.

Il metodo di cura usato da Gesù e da lui insegnato anche ai discepoli
Il metodo di cura più forte, quello più antico, è il metodo che Gesù ha usato e insegnato ai discepoli. Gesù ha interposto tutto il suo essere tra Dio e la persona da guarire: ha usato sia il corpo che lo spirito. Gesù quasi sempre andava a trovare la persona da guarire. Non donava loro solo la preghiera ma anche la sua presenza fisica e la tenerezza dell'amore umano. Imponeva le mani sugli occhi dei ciechi e sulle orecchie dei sordi per fare scorrere l'energia di guarigione di Dio attraverso il suo spirito, la mente e le mani nel corpo dei malati. Dio opera veramente attraverso di noi...

• E quando ci uniamo in un circolo di guarigione, l’efficacia della preghiera viene potenziata all’ennesima potenza (Dove due o più sono uniti nel mio nome... Mt 18,20). . . 

• Per ottimizzare l’efficacia del gruppo, occorre unirsi consapevolmente gli uni agli altri, magari tenendosi per mano in preghiera prima di vedere il “paziente”, e pregare insieme per un po’. 

• Quando il gruppo è pronto, si invita la persona per cui si vuole pregare a sedersi al centro del gruppo: il leader del gruppo spiega come si svolgerà la preghiera, soprattutto se c’è anche un rituale particolare. Se ci sono dei parenti vengono invitati a partecipare. Per un certo tempo i membri del gruppo possono pregare individualmente per la persona. 

• Poi tutto il gruppo prega insieme, intorno alla persona, mettendo la mano destra sulla persona per cui si prega e la mano sinistra sulla spalla della persona più vicina. Pregando in questo modo, ogni membro del gruppo prega e visualizza la parte del corpo che ha bisogno di guarire come se fosse già perfetta o guarita. 

• La preghiera può continuare in silenzio o meno, ma il leader del gruppo dovrebbe concludere la sessione con una preghiera espressa a parole, chiedendo al Padre, nel nome di Gesù, di guarire (quello che deve essere guarito) e ringraziando il Padre sempre nel nome di Gesù. Alcuni preferiscono avere un breve colloquio con la persona dopo la preghiera. Io preferisco dire qualche parola di incoraggiamento (in particolare incoraggiando la persona a considerarsi guarita) e facendo in modo che la persona (e gli eventuali parenti) partano in silenzio rispettoso.   

• Per un po’ di tempo dopo la preghiera occorre continuare a pregare per la persona, visualizzandola sempre come sana. Può esserci bisogno di fare un’altra sessione, e spesso la si fa. Non c’è da preoccuparsi, in questo caso, dato che è normale. A seconda della natura del problema la persona può aver bisogno di ritornare al circolo della preghiera più di una volta.  

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