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VOCI SFP

novembre / dicembre 2010
Vol. VI, No.9 ©

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Vite sacre ricordate

In questo numero

Sr. Maria Cristina Batista: Ricordo di una vita sacra
Sr. Augusta Pereira Ramos: Una donna di fede e di grande entusiasmo
Sr. Benedicta Scheidweiler : Una vita bellissima
Con il cuore di Madre Francesca……
Sr. Giuseppina Bertini
Dora Virruso
Mario Vitale
Gianni Scotto
Sr. Rose Margaret Delaney: "La sua vita è stata un dono per noi "
Sr. Mary Mildred Clark: “la suora sorridente

Una collezione di ricordi:
Sr. Catherine Marie Meinerding
Sr. Marie de Lourdes King
Sr. Patricia Holly
Sr. Ignatia Finke
Sr. Amelia Marie Bobbert
Sr. Joanna Burkhart

Vite sacre ricordate

art work

Carissimi suore e associati,

Siamo veramente inondati di grazie. . . nel mese di novembre l’anno liturgico, con le feste e le letture, ci invita a pensare e a riflettere su coloro che ci hanno preceduto con la fede nel cuore eterno di Dio! 
Per onorare questo tempo particolare dedicato al ricordo, abbiamo invitato le suore e gli associati di tutte le Aree a comunicarci le loro riflessioni sulla luce della guarigione sperimentata stando a contatto o vivendo insieme a queste anime sante.  Le loro esperienze ci hanno fatto venire in mente le parole di Madre Francesca che anche oggi per noi sono ancora attuali: “TUTTO dipende veramente da quanto bene si usa bene la vita”.

La scrittrice Natalie Goldberg ci ricorda l’importanza anche della testimonianza che diamo con la nostra vita.... 

“Magari senza rendercene conto, la presenza di tutti coloro che abbiamo conosciuto entra a far parte di noi, come se fossimo fisicamente presenti e ci scambiassimo il numero di cellulare, passando ad alcuni l’energia vitale e poi andando avanti portandoci nel corpo l’altro, un po’ come a primavera quando certe piante nei campi in cui si cammina ci attaccano i semi ai calzini, ai pantaloni, al berretto, come se dicessero: ‘avanti, portaci con te, portaci via così possiamo mettere radici in un altro posto ’. Ecco come sopravviviamo anche tanto tempo dopo che siamo morti. Ed ecco perché è importante che cosa diventiamo, perché è quello che passiamo agli altri e che continuerà a vivere”.

Riflettendo su queste esperienze di luce di guarigione, forse sarebbe opportuno che ognuno di noi si chiedesse: per che cosa vorrei essere ricordato?  

Le nostre risposte possano essere un riflesso della Luce!

Unita fraternamente nella Beata Francesca,

Marilyn Trowbridge, sfp  
Responsabile delle comunicazioni 

[Cosa potremmo essere di Mary Southard, CSJ]

 

Un ricordo delle vite sacre:
Suor Maria Cristina Batista, SFP

Suor Maria Goretti Pereira, SFP

photo Sr. Maria Cristina

Sentiamo ancora la mancanza di suor Maria Cristina Batista, la cui presenza è stata veramente preziosa per tutte le sue compagne di cammino. Per me però suor Maria Cristina è stata ancora più speciale dal momento che tutte e due siamo state le prime brasiliane ad entrare nella Congregazione, poco dopo la fondazione a Pires do Rio nel 1960. Nel 2010 festeggiamo i cinquant’anni dell’arrivo delle Suore Francescane dei Poveri in Brasile.   

Suor Maria Cristina era profondamente legata alla Congregazione. Era coraggiosa, umile e fedele. Nella vita quotidiana la si sentiva spesso invocare il Signore:  “O divina Provvidenza! Nel curarci di tutto e di tutti basta solo fidarsi di te!” 

Suor Maria Cristina si dava molto da fare per aiutare gli altri. Era una persona che pregava molto e si sacrificava e ha dedicato tutta la vita a lavorare all’asilo, occupandosi dei poveri e dei bisognosi solo per fare la volontà di Dio. Aveva sempre un’espressione felice e materna.  

Ora sicuramente intercede per noi presso il Padre. Come tutte le altre vite sacre, anche la sua ci aiuta a capire le grazie che Dio ci ha dato senza che le meritassimo.  Che possiamo anche noi imparare da queste persone, oggi a fidarci del Signore con maggiore intensità e ad arrenderci nell’abbraccio di Dio perché tutto possa compiersi secondo la volontà di Dio!    

Questo invito di Voci SFP a riesaminare la storia delle vite sacre di coloro che sono state chiamate presso il Padre lasciandoci per andare da lui in cielo ci dà una grande gioia ma è anche difficile. Ricordare le opere buone degli altri ci dà energia, dandoci la forza e la fede di cui abbiamo bisogno per andare avanti nel cammino.   

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Una donna di fede e di grande entusiasmo:
Suor Augusta Pereira Ramos, SFP

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Sr. Augusta

Suor Daniel Marie Meade, SFP

Sono vissuta insieme a suor Augusta Pereira Ramos a Jataí per 26 anni, durante i quali sono stata edificata dall’intensità con cui viveva il suo motto: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”(Mt 10, 8). Ringraziava sempre Dio della vocazione alla vita religiosa e per la vita di preghiera e della cura dei malati e dei poveri secondo lo spirito di Madre Francesca. 

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Srs. Josetta Marie Lonnemann,
Mary David Mulroy, Sr. Augusta

Legato al nostro carisma di guarigione, ancora più notevole era il lavoro a servizio dei bambini nella parrocchia di S. Giuda Taddeo. Suor Augusta era specializzata nella profilassi e nel seguire in modo particolare i casi di malnutrizione delle donne incinte e dei bambini, pesandoli da quando erano appena nati a quando avevano 6 anni.  

Preparava fedelmente e con grande entusiasmo un “miscuglio”, in cui metteva germi di riso, gusci d’uovo(per il calcio), semi di zucca e foglie di manioca; il miscuglio andava distribuito ai partecipanti del ministero in parrocchia. Oltre a pesare regolarmente i bambini, suor Augusta controllava fedelmente il libretto delle vaccinazioni di ciascuno e teneva lezioni per insegnare alle madri a prendersi cura dei propri figli.   

Sono molto grata a suor Augusta e vedendo come si comportava sono stata confermata nella vocazione a servire Cristo nei poveri e nei sofferenti, conferma a cui ha contribuito certamente anche l’esempio di altre suore della Congregazione che hanno colpito in modo particolare la mia vita.  

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Sr. Benedicta Scheidweiler: una vita bellissima

Suor Elisabetta La Manna, SFP

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Sr. Benedicta

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Sr. Benedictacon sr. Consolata e sr. Clara

Ricordo suor Benedicta con immensa ammirazione e affetto per la semplicità della sua vita. Sorridente e felice, era l’espressione della perfetta letizia francescana. Aveva un’animo poetico, e la freschezza e la meraviglia di un bambino. Era capace di stupirsi e di accogliere il bello in tutte le cose e in tutte le persone.  

Suor Benedicta era sempre pronta ad accogliere ogni essere come dono di Dio. Coraggiosa, umile e discreta, aveva un grande spirito di iniziativa e di fantasia in tutte le attività in cui si impegnava per il bene della Congregazione. Nel 1972, a 70 anni di età, è andata in Senegal per contribuire a fondare la missione (insieme a suor Mary Maloney), e vi ha servito per tre anni.  

Quando suor Benedicta è tornata dal Senegal ho avuto la gioia di vivere insieme a lei nella comunità di Casa Schervier a Vermicino. Parlavamo spesso della missione, delle attività che suor Benedicta portava avanti per la promozione della donna, dell’ascolto di chi ne aveva bisogno, della preghiera con i giovani cristiani e dei bambini che la intrattenevano con canti e danze.  

Suor Benedicta ha lavorato tanto per la missione in Senegal e ha espresso il desiderio che continuasse. Mi ha commosso il suo interesse e mi sono offerta come volontaria per questa missione, dicendo alle mie superiore che ero pronta e disposta ad andare. Più tardi le suore italiane hanno cominciato a sostenere la missione con la loro presenza. 

Suor Benedicta ha dato la vita a tanti ministeri in vari paesi: Belgio, Italia e Africa. Sapeva come rendere le persone indipendenti e fare in modo che acquistassero fiducia in se stessi ed era una donna forte e coraggiosa. Non si è mai lasciata abbattere dalle difficoltà incontrate nell’impatto con culture diverse.   

Per noi Suore Francescane dei Poveri, la vita di suor Benedicta è stata un’immagine viva di Madre Francesca. L’albero piantato da Madre Francesca continua a portare buoni frutti per la gloria di Dio e a servizio dei più poveri.  

Ricordiamo suor Benedicta e ringraziamo il Signore per tutto il bene che Dio ha fatto attraverso di lei!

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Con il cuore di Madre Francesca……  

“A ciascuna Suora e Associato/a che ci hanno preceduto nel cammino di fede va il nostro grazie per l’amore donato . . .”

Srs. Vincenzina Raimondo, Carla Casadei, Giannica Selmo

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Sr. Giuseppina Bertini, Sr. M. Patricia Susen

“Penso di poter dire con certezza che la scelta di vivere lo spirito di Madre Francesca sia frutto dell’amore alla Chiesa, del bisogno di sentirmi maggiormente parte di essa, del desiderio di poter essere io stessa una cellula viva per la gloria di Dio. Sentirmi insieme con tutte le suore della Congregazione – anche con quelle della Germania – è per me una grande gioia e forza.

Con queste parole Sr. Giuseppina Bertini chiese, il 25 marzo 1975, di entrare in Prenoviziato tra le SFP. Un primo passo che confermò, qualche anno dopo con la Prima Professione e che sigillò il 18 dicembre 1983 con i Voti Perpetui.

L’amore per tutta la Congregazione, per la Chiesa, per ogni fratello e sorella - già presente in germe fin dal Prenoviziato - è stato vissuto con intensità da Sr. Giusy. Il suo è stato un amore concreto, attento, delicato, dimentico di sé, rivolto a tutti. Per ciascuno, sino agli ultimi giorni della vita, ha avuto attenzioni e parole particolari. Lo testimoniano le semplici righe di saluto scritte dagli alunni handicappati dell’Istituto Kolbe in cui aveva lavorato: “Eri tanto buona, allegra, avevi un sorriso che spalancava le finestre quando entravi in classe. Il fatto che non sei più con noi ci rende molto tristi, ma sappiamo anche che abiti dentro al nostro cuore e che ci stai custodendo”. Nei sette anni di malattia ha saputo offrire un esempio grande di donazione e pochi giorni prima di morire, ricevendo l’unzione degli infermi, ha voluto si chiedesse la grazia “dell’amore reciproco fra le suore e la presenza di Gesù in mezzo”. È questo il “testamento” che Sr. Giusy ha lasciato a ciascuna di noi, una consegna resa vera dalla sua testimonianza e dal modo in cui è stata capace di rimettersi nelle nostre mani – tutta, corpo e anima – perché noi potessimo amarla, come lei amava noi.

Au cours de ses sept ans de maladie, elle a su nous offrir un exemple exceptionnel de donation. Quelques jours avant de mourir, en recevant l'onction des malades, elle a voulu que l’on demande la grâce de l'amour réciproque entre les Soeurs et de la présence de Jésus au milieu de nous. Voici le “testament” que Soeur Giusy a laissé à chacune de nous, un don rendu vrai par son témoignage et par sa manière de se remettre entre nos mains – totalement, corps et âme, afin que nous pussions l'aimer comme elle nous aimait.

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Tre persone in particolare hanno contribuito alla nascita degli Associati in Italia. Ciascuno con le proprie caratteristiche ha dato un impulso vitale a questa realtà nascente. Sr. Vincenzina Raimondo ci offre alcune pennellate della loro vita:

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Dora Virruso era mia amica già da diversi anni. Dopo il suo rientro in Sicilia, avendo lasciato le suore di Madre Teresa di Calcutta per motivi di salute, cominciammo a risentirci regolarmente. La invitavo spesso a venirmi a trovare e, coi giovani che seguivo in quel periodo, visitavamo il campo nomadi. Aveva in cuore il desiderio di mettersi a servizio dei poveri, e le piacque il nostro stile del “sanare” in un rapporto di reciprocità. Da lì iniziò il cammino di formazione per Associata delle SFP. Mi lascia in eredità un amore sconfinato per l’umanità povera e sofferente, disponibilità e dedizione assoluta, quella stessa che in seguito ho sentito di restituirle nell’accompagnarla al momento del passaggio nella casa del Padre.

 
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Quando conobbi Mario Vitale era già in età avanzata. Era famoso per la sua integrità professionale nell’assolvere con rettitudine al compito di avvocato per le cause civili. Possedeva doti particolari ed un’intuito fine. Nacque in lui la curiosità di conoscere più profondamente M.Francesca e alla luce della comunione con lui compresi il volto del Carisma laico. Mettendomi in ascolto intuii la sua disponibilità e, parlandone con lui mi disse che si sentiva figlio di M.Francesca. Iniziò così un nuovo periodo di giovinezza e cominciò a sognare una comunità di laici che dessero vita al Carisma SFP. Il confronto con lui suscitava in me nuove intuizioni; insieme trovammo il modo di coinvolgere quelle persone che sentivamo essere potenzialmente depositari del Carisma. Mi lascia in eredità la tecnica del discernimento, la semplicità e l’umiltà dei bambini del Regno, il distacco dai beni terreni che lo spingeva costantemente alla condivisione con chi era in necessità.


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Ho conosciuto Gianni Scotto tramite Barbara ed Alessandra del gruppo giovani: uomo retto, accogliente, gioviale, simpatico. Tutta la famiglia era vicina alla comunità, ma lui manifestava sempre una familiarità fuori dal comune. Era caratteristico in lui il ridimensionamento dei problemi: tutto era possibile e superabile. E lo testimoniò particolarmente nel periodo della lunga malattia. Quando gli dissi che la sua vita era preziosa e redentiva perché partecipava a pieno del mistero pasquale, ed era quello il suo contributo nel sanare le ferite dell’umanità povera e sofferente, entrò in una più profonda comunione con M.Francesca e, come potè, mise a servizio le sue capacità. Mi lascia in eredità la sua capacità di vivere la vita con gioia, la sua speranza illimitata, il suo senso dell’umor.

A ciascuna Suora e Associato/a che ci hanno preceduto nel cammino di fede va il nostro grazie per l’amore donato, per l’impegno a favore dei poveri, per l’esempio semplice e concreto che hanno lasciato. La nostra fede e il nostro servizio oggi - ne siamo certi - è frutto anche della loro eredità!

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Suor Rose Margaret Delaney: "La sua vita č stata un dono per noi "

Suor Grace Frances Strauber, SFP

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Nel mio appartamento, in un posto di onore, c’è una bella immagine di Madre Francesca Schervier che mi è stata regalata tanti anni fa da suor Rose Margaret. L’aveva portata dalla Germania.

Ci siamo incontrate per la prima volta nella casa provinciale l’anno prima del Capitolo di rinnovamento del 1968. Qualche anno dopo, con l’approvazione della nuova struttura di governo, sr. Rose Margaret era stata eletta Superiora generale.

Era un periodo di grandi emozioni e cambiamenti: lo si sentiva nell’aria e in tutto il mondo. I decreti del Concilio Vaticano Secondo venivano discussi ampiamente e applicati. E noi c’eravamo proprio in mezzo!  Non tutte erano contente dei cambiamenti ma sr. Rose Margaret aveva la capacità di rispettare ogni suora, sia le ansiose che le entusiaste. Ci ha aiutato ad entrare in questo momento nuovo. Era spinta dalla fede e dalla fiducia nell’integrità e nella fedeltà di Dio verso tutte le suore. Incoraggiava tutte e ne dava l’esempio con la propria vita... ma soprattutto ci donava amore e fiducia, tempo, energia ed entusiasmo. È stato un periodo di grossissimi cambiamenti in cui occorreva avere una fede profonda e un gran senso dell’umorismo.  

Alla fine del mandato, sr. Rose Margaret era parecchio stanca ma è rimasta impegnata in altri progetti, come per esempio l’aggiornamento della Regola del Terz’Ordine. E` stata poi chiamata a servire come superiora Regionale degli USA. Si è messa a disposizione di tutte le suore, viaggiando costantemente da Jersey City a Cincinnati. Abbiamo fatto dei workshop su come costruire la comunità e su altre tematiche. Mi ricordo la sua gentilezza e il suo desiderio che tutte fossero contente e informate. 

Quando è morta mia mamma sr. Rose Margaret e sr. Mary erano con me e mi hanno aiutata molto in quel periodo.  Sr. Rose Margaret è stata sempre di grande aiuto, nelle varie mansioni e nella direzione della Congregazione, mettendo a disposizione le sue competenze e la sua esperienza ogni volta che le veniva chiesto di farlo. Il contributo che ha dato alla Congregazione è stato molto ampio; la sua vita è stata un dono per noi. 

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Suor Mary Mildred Clark: "la suora sorridente"

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“…l’effetto più grosso che ha avuto in me è nato dalla sua generosità,
dalla compassione e dall’amore per la vita e per la gente
…”

 

Pam Johnson, associata

La prima volta che ho incontrato sr. Millie mi sono meravigliata di quando assomigliasse a mia nonna: avevano persino lo stesso nome! Per anni ci siamo divertite insieme nella piscina del convento St. Clare. Andava in piscina due o tre volte alla settimana. Camminavamo in acqua, parlavamo, ridevamo spesso, soprattutto quando usavamo i “giocattoli” della piscina.  

A sr. Millie piaceva ascoltare musica, soprattutto quando c’era anche suor Jean Marie Hilvers. Ascoltavamo canzoni di Enya, Yanni, Glen Miller, Frank Sinatra e anche spiritual. Le piaceva tanto guardare la neve che scendeva mentre eravamo tutte immerse nell’acqua calda della piscina; ogni volta diceva: evviva! Con tanto entusiasmo che ne contagiava anche tutti quelli che erano in piscina in quel momento. Era simpatica, e anche quando la facevo entrare in acqua lentamente faceva finta che fosse fredda (invece era bella tiepida).  

Sr. Millie era fantastica. Forse l’effetto più grosso che ha avuto su di me è nato dalla sua generosità, dalla sua compassione e dall’amore per la vita e per la gente. Mi ha anche fatto vedere un modo più delicato e affettuoso di esprimere la devozione a Maria Santissima nel modo in cui recitava il rosario. È consolante sapere che sr. Millie ci sorride dal paradiso con in mano una corona del rosario e il sorriso sulle labbra!

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Una collezione di ricordi di sr. Arleen Bourquin

Da quando sono stata invitata a scrivere di una suora la cui vita è stata particolarmente sacra e che ha toccato in modo particolare la mia vita, ho sentito quanto fosse difficile scegliere la suora su cui scrivere, perché ce ne sono veramente tante. Per 15 anni ho avuto l’onore di scrivere gli elogi funebri di tante suore defunte e questo ha reso ancora più difficile la scelta! Ho pensato quindi di offrire un campionario dei doni che le varie suore mi hanno fatto e non solo a me, ma ad altre Suore Francescane dei Poveri.  

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Sr. Catherine Marie Meinerding  è stata una tra le prime suore che mi sono venute in mente. È stata per tanti anni maestra delle novizie. Quando per problemi di cuore ha dovuto lasciarsi curare da altri, questo modello di fede e di forza è diventato anche un modello di umiltà e di semplicità .

Sr. Marie de Lourdes King la cui malattia congenita al cuore è andata peggiorando con l’avvicinarsi del momento della professione perpetua, nel 1963 (è morta dopo sei mesi, nel febbraio del 1964), pensava sempre agli altri. Per esempio, durante il ritiro prima dei voti perpetui, è venuta a sapere che c’era una postulante che era incerta se prendere l’abito o meno. Suor Marie è andata dalla postulante (la sottoscritta) e ha messo le sue mani ghiacciate sulle mie, con un gesto di sostegno e comprensione, affettuoso, delicato e rassicurante. 

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Bravissima a scrivere, sr. Patricia Holly ha dimostrato l’amore per le suore intervistandole sulla loro vita. Usando le informazioni così raccolte, sr. Pat ha scritto tanti elogi funebri, rendendo noto a tutti come ognuna aveva vissuto in modo speciale la propria vocazione...

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Come membro delle Clarisse, Sr.Amelia Marie Bobbert ha vissuto una vita intensa di preghiera. Era un esempio di apertura ai cambiamenti nella Chiesa ispirati al Concilio Vaticano Secondo ed è diventata una delle prime suore a partecipare alla creazione di una Casa di preghiera. Un giorno, dopo un funerale, mi ha chiesto quando sarebbe stato scritto il suo elogio funebre, “dopo tutto” ha aggiunto “ho già più di novant’anni”...  

Sr. Ignatia Finke era veramente una persona impegnata ad approfondire il suo rapporto con Gesù. Per vari anni ha partecipato attivamente al movimento Carismatico e desiderava tanto avere il dono delle lingue. Quando ha sperimentato un momento spirituale di particolare vicinanza al Salvatore crocefisso, ha chiamato un’altra suora quasi quarant’anni più giovane di lei per cercare di capire cos’era successo.... 

 

 

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Toccando il cuore dei pazienti, delle famiglie e del personale dell’ospedale mentre passava per i corridoi dell’ospedale St. Francis St. George (l’attuale Mercy Western Hills), sr. Joanna Burkhart era una presenza tangibile dell’amore di Dio. Era umile, gentile, sensibile e... decisa! Era famosa per le sue doti culinarie e soprattutto per la crostata al limone...   Ognuna di queste suore mi ha fatto un dono particolare, ognuna, in modo tutto suo, è stata una presenza di guarigione...



Ringraziamo in modo particolare ...

per le sacre immagini delle suore e degli associati in questo numero:
Mary Milburn, sr. Mary Jacinta Doyle, Veronica  Buchanan – Dipartimento degli archivi congregazionali
Sr. Marie Clement Edrich
Sr. Giannica Selmo


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Copyright 2010 Franciscan Sisters of the Poor