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Dialogo interreligioso: nutrire la speranza e l’unitŕ nella comunitŕ della vita
"il dialogo cerca di far dispiegare il potenziale unificante e liberante di tutte le religioni" All’inizio di questo terzo millennio di cristianesimo, se con il nostro sguardo riuscissimo a penetrare tutta la realtà della terra, che cosa vedremmo?
Quale significato e quale opportunità ha, per le nostre vite tale ricco pluralismo etnico, culturale e religioso che caratterizza il mondo di oggi?
Nel contesto delle divisioni, degli sfruttamenti e dei conflitti che le religioni, incluso il cristianesimo, hanno prodotto lungo il corso della storia, il dialogo cerca di far dispiegare il potenziale unificante e liberante di tutte le religioni, mostrando così il valore della religione per il benessere dell'uomo, la giustizia e la pace del mondo. Il Concilio Vaticano II ha esortato tutti i cattolici ad un dialogo capace di "riconoscere, conservare e far progredire i beni spirituali e morali, nonché i valori socio-culturali" presenti presso i seguaci di altre religioni, al fine di "promuovere insieme, per tutti gli uomini, la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà". Nel 1893, nasceva a Chicago la prima esperienza di dialogo interreligioso, per iniziativa di ottanta leader, seppure con la significativa autoesclusione di musulmani, buddisti ed anglicani. Cento anni più tardi, nel 1993, confluivano a Chicago più di otto mila rappresentanti di tutte le religioni. Celebre la dichiarazione finale, in cui si affermava che “tutti siamo responsabili nella ricerca di un ordine mondiale migliore… Ci sentiamo nella specialissima condizione di dover promuovere il bene dell’umanità intera e del pianeta terra." Altri incontri sono seguiti nel 1999 in terra sudafricana, a Città del Capo, e nel 2004 a Barcellona (Spagna). Il vero dialogo interreligioso non é politico, ma ricerca la verità come elemento vitale dell’esperienza pienamente umana. Nel nostro mondo multiculturale non possiamo evitarlo; il dialogo oggi è più necessario che mai: un dialogo rispettoso delle differenze, coraggioso, perseverante, un dialogo che si alimenta della speranza che abita in tutti coloro che credono in Dio.
Come viviamo noi il dialogo interreligioso in Senegal? Al contrario del cristianesimo, la religione islamica viene percepita come autoctona, anche perché fa riferimento alle confraternite guidate da marabutti: capi spirituali, saggi consiglieri con funzioni religiose. Il cristianesimo ha incontrato notevoli resistenze perché era percepito come la religione dei conquistatori e dell'élite, veicolo dei valori del "moderno mondo occidentale" e della francofonia. Come dice il cardinale di Dakar, Théodore Adrien Sarr : “Quando si vive in un mondo secolarizzato, un mondo dove l’occidente perde sempre più il senso della religione, le comunità religiose possono dire : “noi, forse, abbiamo come missione di promuovere i valori morali e spirituali e di ricordare agli altri esseri umani che Dio esiste e che l’uomo cerca Dio”. Nel nostro quotidiano, è il dialogo della vita che crea rapporti profondi con i credenti dell’islam o delle religioni tradizionali, una vita consacrata a istruire i loro figli, a promuovere la donna e a curare i malati. Sr. Laura Cantello, sfp
“Riconosciamo che la via della guarigione č possibile solo quando gli esseri umani si comprendono e si rispettano profondamente a vicenda”. Rose Aleman, Coordinatrice dell'apostolato giovanile, Area USA Le comunità in cui si professano varie religioni e si proviene dalle più varie tradizioni culturali non sono solo una realtà ma anche un segno del nostro tempo, in tutto il mondo. Persone di fede, cultura e razza diversa vivono fianco a fianco e insieme affrontano le sfide della vita. Di fronte a questa realtà che va sempre più diffondendosi, molte comunità cristiane hanno iniziato a fare una riflessione sulla propria identità in rapporto agli altri e a tutto il creato. Quando abbiamo deciso di dar vita ad una comunità al “Clare Corner (l’Angolo di Chiara) nel Barn che presto sarà finito di ristrutturare volevamo creare uno spazio in cui gli appartenenti ad ogni tradizione religiosa possono sentirsi bene accolti e a proprio agio e nello stesso tempo ricevere un alimento spirituale attraverso lo studio e la condivisione. Per raggiungere questo obiettivo avevamo bisogno del contributo di persone di tradizioni religiose diverse per cui abbiamo deciso di formare un gruppo ecumenico di spiritualità. Il primo obiettivo del gruppo è imparare a conoscerci per poter superare eventuali pregiudizi e difficoltà tra di noi. Pur rispettando e valorizzando l’identità di ogni tradizione religiosa, le domande che in generale ci poniamo sono:
Riconosciamo che la religione è sia un ideale teologico che un’entità sociologica. È una realtà vulnerabile di fronte alle realtà e alle forze che la circondano. L’esclusione di certe persone, l’uso di pratiche o di un linguaggio discriminatorio, l’appoggio dato agli interessi dei gruppi dominanti a spese degli altri, l’atteggiamento indifferente e la “giustificazione” pratica e le tradizioni ingiuste, l’abuso di potere e la persecuzione di chi la pensa diversamente sono realtà che rendono necessario l’intervento della gente che appartiene alla chiesa, al tempio o alla moschea, come ha fatto l’apostolo Paolo (vedi 1Cor. 11, 12). “Stiamo organizzando alcuni workshop per adulti sul gioco. Ogni mese ci soffermiamo su un metodo diverso di gioco e sul senso di unità e di gioia che questo suscita... Faremo anche delle giornate ecumeniche di ritiro”. Dopo le varie conversazioni che abbiamo avuto, abbiamo deciso di dare il via a dei programmi continuativi che consentano alle persone di crescere e di collegarsi ad uno spirito più grande di comunità. Tra gli aspetti che ci accomunano abbiamo scoperto che tutti i bambini giocano, a qualsiasi religione o cultura appartengano. E quasi dappertutto, quando una persona diventa adulta, ad un certo punto smette di giocare. E la gioia che è così facile avere da bambini si allontana. Per promuovere la riscoperta di quella gioia stiamo organizzando alcuni workshop per adulti dedicati al gioco. Ogni mese ci soffermiamo su un metodo di verso di gioco e sul senso di unità e di gioia che questo suscita. Faremo anche delle giornate ecumeniche di ritiro. Ci saranno giornate dedicate a conferenze, tavole rotonde e workshop tenuti da specialisti provenienti dalla comunità cristiana, ebrea, buddista e musulmana. La riflessione e la condivisione saranno alla base delle tavole rotonde, delle discussioni di gruppo e dei workshop. Riconosciamo che la via della guarigione è possibile solo quando gli esseri umani cominciano a comprendersi e a rispettarsi profondamente a vicenda. Le giornate di ritiro incoraggeranno il riconoscimento della divinità e della sacralità dei fratelli e delle sorelle. La via per arrivare a questo tipo di comprensione è anche ricca di narrative storiche e di memorie sociali che tengono presente il punto di vista degli altri. Mentre la nostra nuova comunità si va formando intorno al dono dei suoi membri, ci auguriamo che l’unità e l’accoglienza continuino a crescere. Siamo all’inizio di una grande avventura!
DIALOGO ECUMENICO E INTERRELIGIOSO:
Arminda Maria Miranda Almeida, associata, e il figlio Roberto Almeida
Oggi l’appello al pluralismo ecclesiale e religioso si fa sentire nella Chiesa in modo più intenso ed esige uno spirito di dialogo con altre tradizioni religiose. Le vie percorse dal dialogo sono un’espressione di questo spirito. Il dialogo interreligioso è radicato nella missione di Cristo, che è stata affidata a tutta la Chiesa. Anche se le religioni non godono di un’autonomia salvifica, “hanno un ruolo provvidenziale nell’economia della grazia, perché collaborano alla ricerca della verità, facendo appello all’intenzione retta, coltivando le virtù e testimoniando il destino eterno dell’uomo favorendo la conoscenza di Dio...” afferma il documento della Conferenza episcopale brasiliana. Non è facile esprimere un pensiero religioso senza imporre un sentimento personale. Tutti cerchiamo la pace interiore: qualcuno pensa di poterla ottenere con i beni materiali o facendo carriera. Parlare di Cristo in un contesto così vasto della società può far sì che veniamo accusati di non aver mai sperimentato la pace interiore. È all’interno di questo contesto che abbiamo cominciato a fare uno studio semplice e di riflessione di quanto sia grande la potenza di Dio nella nostra vita. La Chiesa che conosciamo è stata concepita per volontà del Figlio dell’Uomo, in unità profonda con lo Spirito Santo. Nella Chiesa ci sono state tante rivoluzioni, rinunce, eccessi ma soprattutto rinascite. Superando gli ostacoli, la Chiesa cattolica ha ripreso a dare importanza in modo incredibile ai valori veri che sono importanti per il cambiamento delle persone e della loro evangelizzazione. Attualmente un’espressione forte della ricerca intensa di Dio tra i laici in Brasile la si riscontra nel movimento Carismatico cattolico. Ad esso sono dedicati numerosi gruppi di preghiera, incontri a cui partecipano in tanti e l’attenzione dei mass media che, con trasmissioni sulla parola invitano ad un cambiamento interiore. Mentre sta nascendo un grande movimento per il dialogo ecumenico e interreligioso occorre togliere certe “maschere”. Ci sono dei gruppi che predicano ancora la propria superiorità rispetto agli altri. Attualmente la Chiesa cerca di arrivare ad una maggiore apertura tra le varie fedi mostrando che “sentieri diversi portano allo stesso monte”. Le lodi, la preghiera, i miracoli, scaturiscono tutti dallo stesso Dio che desidera che i suoi figli siano fratelli e sorelle nella fede. La direzione indicata dal Capitolo delle Suore Francescane dei Poveri, “Generare compassione e speranza nella comunità della vita” è una risposta a questo appello della Chiesa al dialogo ecumenico ed interreligioso. Abbiamo cercato di essere il più possibile imparziali in questo articolo ma sarebbe un’eresia non dire nulla del cammino di Roberto con Cristo, soprattutto a proposito del dialogo ecumenico e interreligioso! La storia di Roberto Sono un cattolico convinto e sperimento che la potenza di Dio ha trasformato la mia vita, le mie azioni, i miei rapporti con gli altri e il mio amore per loro. Qualche anno fa ho incontrato una giovane fantastica che ha cambiato la mia vita. Avevo sempre chiesto a Dio di mandarmi una persona speciale che si prendesse cura della mia solitudine interiore e Dio ha deciso di rispondere con generosità. La ragazza appartiene ad una famiglia molto tradizionale e alla chiesa evangelica. All’inizio ero riluttante perché non volevo rinunciare alle mie convinzioni religiose per una passione di cui ancora non conoscevo la portata. Ho cominciato a partecipare agli incontri di preghiera nella sua chiesa e la mia fede cattolica non è per nulla diminuita, né sono cambiati i valori che ho ricevuto dalla “madre Chiesa”. Sono orgoglioso di poter dire che la preghiera e la liturgia non sono legate al luogo, alle persone, ai pastori o ai celebranti: le nostre preghiere vengono ascoltate lo stesso. Dio è presente in ogni luogo e la sua grazia viene versata su chiunque lo cerca con intensità. Faccio parte di un gruppo di preghiera, vado a messa la domenica e accompagno la mia ragazza alla sua chiesa. In tutti questi luoghi ho trovato la pace interiore. Dio è presente quando lo cerchiamo, ed è accessibile a tutti. “Il monte” è la meta di tutti questi sentieri. Partecipare al Rinnovamento Carismatico è un’esperienza ecumenica intensa che dà un significato nuovo alla mia vita. È un modo nuovo di vedere e di rapportarmi ai fratelli e alle sorelle alla ricerca costante della pace interiore di Cristo che ha lottato ed è morto per noi. Tempo passato a Taizč: Allarghiamo i confini della famiglia umana
“Come trasmettere a tutti la pace di Cristo restando separati?” Professe Temporanee dell’Area Italiana
Creare possibilità per allargare i confini della famiglia umana . . .questo desiderio e questa passione sono palpabili e visibili, entrando a far parte della piccola grande famiglia di Taizè seppure per un breve periodo: l’abbiamo sperimentato anche noi, professe temporanee dell’Area italiana insieme a Sr. Licia Mazzia e Sr. Marina Triglia, in una settimana intensa di dialogo e condivisione, dal 23 al 30 agosto 2009. La comunità ecumenica di Taizè nasce in Francia, durante il secondo conflitto mondiale, dall’ispirazione di un uomo svizzero, protestante, frere Roger, il quale è spinto dall’intuizione che “affinché i cristiani siano fermento di pace nell’umanità, non possono rimandare oltre una riconciliazione fra di loro.” Molti anni dopo, così scriveva: Oggi la comunità è costituita da circa un centinaio di monaci, cattolici e di diverse origini evangeliche, provenienti da quasi trenta nazioni, una “parabola di comunione”, un segno concreto di riconciliazione tra cristiani divisi e popoli separati. “L’esperienza vissuta a Taizé ci fa gridare con più forza al mondo che è possibile uno scambio di doni fra le differenti tradizioni cristiane. Ognuna di esse infatti ha valorizzato l’uno o l’altro aspetto del Mistero della fede, così come è grande la ricchezza tra le Chiese dei diversi continenti.” Per noi è stato meraviglioso aprire occhi e cuore e sentirci piccola tessera della variopinta comunità della vita che tanto ci sta parlando grazie alla nostra direzione capitolare “Generare compassione e speranza nella comunità della vita”. Ritrovarsi insieme, con migliaia di giovani provenienti dai diversi continenti e di diverse confessioni religiose, cattolici, ortodossi ed evangelici, alla presenza di Dio nell’ascolto della Parola, nel silenzio, nella lode, è stata opportunità di gratitudine, di riflessione ed interrogativi.
Frere Roger scriveva ancora: L’esperienza vissuta a Taizé ci fa gridare con più forza al mondo che è possibile uno scambio di doni fra le differenti tradizioni cristiane. Ognuna di esse infatti ha valorizzato l’uno o l’altro aspetto del Mistero della fede, così come è grande la ricchezza tra le Chiese dei diversi continenti. Questo non ha fatto che aumentare il desiderio di impegnarci per costruire l’unità ed ha consolidato la convinzione che ciò che ci unisce è più importante di ciò che ci separa. Ed il desiderio è quello di lasciar trasparire questa realtà attraverso la nostra vita!
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