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VOCI SFP

settembre 2010
Vol. VI, No.7 ©

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La nostra presenza di guarigione con i poveri

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Ritratto di Madre Francesca. Dipinto per le Suore Francescane dei Poveri da Daniel Bonnell, 2010.

Carissimi suore, associati e amici,

questo numero di VOCI SFP di settembre offre una bella varietà di immagini della presenza di guarigione, amorevole e contagiosa, delle suore e degli associati nei luoghi in cui servono i poveri. I quattro articoli mettono in luce i vari modi di servire e di stare con chi è povero, in tutte le culture in cui ci troviamo. . . . 

a Roma, in Italia, dove le suore accolgono con rispetto chi arriva al loro centro di accoglienza diurna, che ha il nome, molto adatto, di “Centro Raggi di sole”. Si tratta veramente di un luogo sacro in cui “il carisma di Madre Francesca può rivivere” e dare gioia a chi è nell’angoscia, nella solitudine e nella paura.  

a Jefra, in Senegal, dove incontriamo donne e bambini sofferenti attraverso gli occhi di Jules Marie Diouf, un giovane che si sta formando per diventare associato. Jules risponde con il nostro carisma di guarigione, la presenza dell’amore, sapendo che le piaghe di Gesù sono presenti in e attraverso queste persone.  

a Jataí, in Brasile, dove le suore del Convento Santa Isabel sono una presenza di guarigione “portando la luce di Cristo a chi ne ha bisogno”. I loro ministeri consistono nell’occuparsi dei bambini dell’Asilo Giovanni XXIII, nell’aiutare i malati e prevenire le malattie al laboratorio di  Irmã Daniel Marie, nel consolare gli ammalati ricoverati negli ospedali, nell’aprire la cappella del convento ai visitatori, e nel distribuire le ceste di vettovaglie ai bisognosi.  

a Cincinnati, in Ohio, dove sr. Arlene McGowan sottolinea l’importanza di porre fine alle disparità nel campo sanitario, che sono il peso sproporzionato della malattia, dell’invalidità e della morte tra le comunità di colore,  i gruppi tribali e certe nazioni. Non è di questo che si preoccuperebbe Madre Francesca oggi?      

Dato l’amore della Beata Francesca per Gesù e per coloro che Gesù ama, dedichiamo la nostra vita a portare compassione, guarigione e speranza nel mondo. In questo numero di VOCI SFP, incontrando il volto dei poveri, forse incontrerai Gesù. . .  

Unita fraternamente,

Marilyn Trowbridge, sfp
Responsabile delle comunicazioni
Maureen Fullam
Direttrice delle comunicazioni

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photoIl Centro "Raggi di Sole"

Un luogo per accogliere e condivider
rispetto, stima e speranza

Sr. Giuliana Vitale, SFP

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Sr. Giuliana Vitale, sr. Barbara
Fiorentino, sr. Roberta Sandroni
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Al Centro Raggi di Sole – si prepara
un dolce per festeggiare insiemephoto
Sr. Roberta Sandroni aiuta un ospite
nella ricerca di lavoro su Internetphoto
Il salottino di accoglienza all’entrata
del Centro Raggi di Solephoto
Condivisione del pasto

A Roma, come in tutte le metropoli, i “senza fissa dimora” sono molto visibili. Il loro territorio è la strada, anche se vi sono particolari concentrazioni in alcuni luoghi della città. Alcuni (e sono i più fortunati) trovano riparo, durante la notte, in Centri di Accoglienza; mentre durante il giorno “vagano” in attesa dell’apertura serale degli ostelli (che operano dalle 5 del pomeriggio alle 8 del mattino). Ma, per tutti gli altri, c’è solo la strada, o altri ripari di fortuna.

È in questo contesto che si colloca il desiderio e l’idea di cercare, a Roma, uno spazio in cui offrire “accoglienza durante il giorno” a queste persone. Dopo tanta ricerca è stato finalmente trovato un locale, vicino alla Comunità S. Francesco.

L’apertura ufficiale, alla presenza di suore, associati e amici è stata fatta nel settembre 2009, ed è stato l’inizio di incontri, conoscenze e relazioni con alcune Associazioni presenti nel territorio di Roma. Sono impegnati nel progetto sr. Barbara Fiorentino, sr. Roberta Sandroni, sr. Giuliana Vitale e alcuni volontari.

Miracolo in corso
Il Centro “Raggi di Sole” è aperto quattro giorni la settimana, dalle 10.30 alle 15.30, e offre vari servizi: Segretariato sociale, uso di Internet gratuito per la ricerca-lavoro, lavanderia, cineforum, utilizzo di una piccola biblioteca, un circolo di discussione attraverso l’aiuto di una volontaria esperta (psicologa), e la  mensa, dove possiamo accogliere dalle 9 alle 14 persone.

In questo anno di vita, con sr. Barbara e sr. Roberta abbiamo visto come per miracolo fiorire piccoli “germogli”, da una terra battuta e riarsa, come quando si apre una crepa e da lì inizia di nuovo la Vita. Il Centro  non vuole diventare  un posteggio o semplicemente solo un riparo ma, un luogo in cui il Carisma di Madre Francesca possa rivivere. Uno spazio che possa  favorire  un clima di rispetto, stima e speranza, in chi – spesso - ha toccato l’angoscia, il fallimento e la solitudine.

L’esperienza di un ospite
Adesso lasciamo la parola a C., uno degli ospiti:
“Il mio incontro con le "Francescane dei poveri" è stato assai positivo, tanto che, a partire dalla prima riunione, fino ad oggi non sono mai mancato perché mi sono affezionato. Un conoscente, che incontravo alla mensa della Caritas dove pranzo da diversi anni, mi disse di questo centro creato da poco, in cui era possibile ricevere un buon pasto in un'atmosfera raccolta, favorita dal ridotto numero dei partecipanti.

Disponendo di molto tempo libero, decisi di dare un’occhiata ... e: che contagiosa leggerezza di spirito si propaga dalla perfetta letizia delle monache!

Non me la ricordavo; perché non esiste nulla di simile in tutte le associazioni di volontariato che ho conosciuto in anni di peregrinazioni presso tutte le comunità cattoliche e comunali operanti a Roma, a volte avvelenate dal tarlo della burocrazia.
Al centro Raggi di Sole, invece, si è come magicamente ricreata una grande famiglia di elementi stabili e solidali.

Grazie a sr. Giuliana, sr. Barbara, sr. Roberta e a tutti. GRAZIE DI CUORE!”

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La nostra presenza d'amore

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[Woman touching Jesus by Corinne Vonaesh, 2001]

Jules Marie Diouf [Jules è attualmente in fase di formazione per diventare associato]   
Jefra, Senegal

"Perché avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete curato, in prigione e siete venuti a visitarmi” [Mt 25,35-36]

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La presenza di Gesù con i poveri
Queste parole di Gesù tratte dal Vangelo secondo Matteo, ci dicono l’importanza della nostra presenza tra i poveri come fonte di guarigione e recupero, una presenza che si può rivelare attraverso il nutrimento e i vestiti. . . ma la presenza d’amore è la più concreta.  

L’evangelista ci dice che Cristo è stato spesso con i poveri, gli ammalati, i pescatori, le famiglie che avevano perso un loro caro. Cristo, identificandosi con i poveri, attende oggi la tua presenza che lo sani. Madre Francesca Schervier non ha risposto di alla chiamata di Cristo quando le ha chiesto di sanare le sue piaghe nell’umanità povera e sofferente? 

Le piaghe di Gesù sono ancora aperte e nel mondo d’oggi, in cui i sofferenti e i poveri spesso si trovano dove non li si crederebbe: alluvioni, fame, terremoti, stupri, tratta di bambini e di donne, mancanza d’amore, aggressione e chissà in quanti altri.  Pertanto ogni battezzato, seguendo Gesù, riceve una missione di sanare con una presenza di amore vicino ai poveri.    

Il mio incontro con Cristo sofferente
Due settimane fa ho portato in ospedale un nipote ammalato. Ho incontrato varie donne che avevano i bambini ammalati e non avevano aiuto adeguato. Le donne sono costrette a elemosinare per le strade per comprare le medicine necessarie per i figli. Questa scena mi ha profondamente colpita: se queste donne non trovano i soldi i bambini potrebbero morire mentre gente che ha soldi li spreca. 

Impotente davanti a questa situazione, sono partita col cuore ferito e triste ma anche con la speranza di ritornare, se non altro per portare un sorriso. Questo mi fa credere che Cristo sta ancora soffrendo. . . Lui che ci dice che ciò che non fate ad uno di questi piccoli non lo fate a me.  . . .  

Essere presenti con i poveri e alleviare la loro sofferenza significa diventare poveri con i poveri e per i poveri. È anche costruire e far parte del regno dei cieli: 

“. . . Beati i poveri, perché di essi è il Regno dei cieli” [Mt 5,3]

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photoLa vivacità del ministero di guarigione delle suore
al Convento Santa Isabel di Jataí (Brasile)

Suor Daniel Marie Meade, SFP

“Noi, Suore Francescane dei Poveri, siamo qui a  Jataí, come da molte altre parti, una presenza di guarigione, portando la luce di Cristo”.

“Queste sono mani sante.
Dio ti ha dato mani sante.
Lavora con le tue mani
E così le tue mani sono sante.”

La guarigione avviene per intervento divino. É sempre Dio che guarisce, ma si serve di noi come intermediari. La guarigione può essere ottenuta di solito con la medicina tradizionale o con le terapie alternative e, in situazioni straordinarie, con un miracolo. Una guarigione miracolosa, senza spiegazione scientifica, probabilmente grazie all’intercessione della Beata Francesca Schervier, è il motivo della causa della sua canonizzazione.  

La nostra Regola, le Costituzioni, cominciano con . . .   “Carisma e missione. La Beata Francesca, mossa dall’amore di Dio, fu orientata da Cristo a fondare la nostra congregazione per risanare le Sue piaghe. Il suo carisma si estese nella tradizione della nostra congregazione fin dal suo inizio nel 1845. Nell’offrire se stessa a Dio per l’umanità povera e sofferente, la Beata Francesca prestò attenzione, in un senso molto profondo, alle parole del Vangelo: ‘Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,7).  Poiché lavorò tra i poveri, ella comprese più radicalmente la sua missione divina. Il suo carisma la chiamò al dono si sé e della sua congregazione per risanare tutte le persone, specialmente i poveri e i sofferenti”.  

Esempi di guarigione spirituale e fisica
Per noi è importante la pagina della preghiera SFP, e preghiamo seriamente per la guarigione fisica e spirituale che cercano le persone. Grazie ad un contributo della Foundation SFP siamo in grado di offrire gratis i servizi sanitari ai pazienti bisognosi. Nel 2009 abbiamo curato 107 pazienti che non avrebbero potuto essere aiutati senza l’aiuto della Congregazione. Siamo anche una presenza di guarigione con la prevenzione e occupandoci della salute nostra e degli altri. La Foundation SFP ci ha aiutato anche a disseminare informazioni di medicina preventiva.  

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Il laboratorio di Irmã Daniela
e l’ospedale Padre Tiago
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Sr. Julia e i suoi bambini

L’asilo Giovanni XXII diffonde il carisma di guarigione
Il lavoro dell’asilo di Jataí è tutto incentrato sul benessere dei bambini. Ci occupiamo di 162 bambini, dai quattro mesi ai quattro anni! suor Júlia Batista Rocha si dedica a loro e li aiuta. Si occupa anche delle necessità spirituali di chi si trova all’ospedale e porta l’Eucarestia ai malati nelle loro case, portando loro conforto. 

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Sr. Helena Paula e sr. Daniel Marie

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Preparazione delle ceste di generi alimentari

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Con gli associati di Jataí

Suor Helena Paula Carvalho, che è infermiera, visita i pazienti all’ospedale e i malati a domicilio. 

Con l’aiuto di un gruppo di donne, suor Helena Paula distribuisce 50 ceste di generi alimentari alle famiglie bisognose. Lavorando insieme, le donne imparano a conoscere il carisma di guarigione e a parteciparvi concretamente. Suor Helena Paula anima i servizi eucaristici, consola gli afflitti e affida i defunti alla sepoltura. Ogni tanto, quando il prete non riesce ad essere presente, ospita un programma alla radio dedicato alla spiritualità.  Il prete è il coordinatore degli associati di Jataí e cura anche il giardino del convento con ottimi risultati!  

Sono molto coinvolta nel ministero di guarigione. Data la mia età, ho 86 anni, non posso lavorare all’ospedale più di quando già faccio. Nel tempo libero mi piace lavorare a ferri: faccio scarpette e copertine per i bambini e per letti matrimoniali. Vado a trovare i pazienti all’ospedale per portare loro conforto e speranza. 

Spesso aiutiamo persone che soffrono di problemi psicologici o fisici. Vengono a pregare nella nostra cappella cercando sollievo e qualcuno con cui parlare. Questa esperienza è molto gratificante perché le persone se ne vanno consolate. Solo con una vita di semplicità e di abnegazione riusciamo a vivere quello a cui siamo chiamate come rappresentanti di Cristo. 

Vivere seguendo la direzione indicata dal Capitolo . . .
La guarigione che speriamo di portare nella comunità della vita abbraccia tutto l’universo nella sua varietà di persone, animali, piante e altri esseri viventi e non viventi. La nostra responsabilità ecologica è di preservare e di godere della creazione meravigliosa di Dio! Ci adoperiamo per promuovere una maggiore sensibilità nei confronti del pianeta e dell’universo crescendo nella conoscenza e nel rispetto della Terra. 

È bello fare silenzio dentro di noi per ascoltare le creature del mondo; ognuna racconta una storia. La nostra storia umana, intrecciata con il destino della Terra e con il bene individuale,  può realizzarsi pienamente se cerchiamo di fare la nostra parte per promuovere il bene dell’ambiente.

Ogni essere nell’universo è unico. Ognuno dà qualcosa che nessun altro essere può dare. È questo il valore particolare di ciascuno. . . ogni foglia, fiore, fiocco di neve, aurora, tramonto è diverso. A livello umano, ogni persona è unica. Anche se apparteniamo a specie diverse siamo tutti fratelli e sorelle.   
Noi Suore Francescane dei Poveri siamo qui a Jataí (e in molti altri luoghi) una presenza di guarigione, portanto la luce di Cristo a chi ne ha bisogno e pregando:  “O Gesù, insegnaci a scoprire sempre di più la tua presenza in ogni essere che soffre!”

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IL PROBLEMA DELLA SANITA` E` L'INGIUSTIZIA!
Le disuguaglianze nel campo della sanità sono causate da fattori sociali, economici, culturali e comportamentali di base che è importante capire.”

Suor Arlene McGowan, SFP

Qualche mese fa, suor Joanne Schuster ed io abbiamo avuto l’occasione di ascoltare Cheryl A. Boyce, direttore esecutivo della Commissione sulla sanità per le minoranze in Ohio. Quello che ha detto è stato talmente importante che vorremmo farvene partecipi, almeno un po’. 

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Commissione sulla salute delle minoranze: il contesto
Nel 1985 il Dipartimento americano della sanità e dei servizi umani ha pubblicato una relazione sulla sanità degli afroamericani e delle minoranze in cui si parla della disuguaglianza tra la maggioranza della popolazione e le minoranze negli Stati Uniti.  Nella relazione si afferma che i neri, i latinoamericani, gli indigeni americani e le persone di discendenza asiatica e delle isole del Pacifico non godono completamente o equamente dei progressi fatti nel campo diagnostico, terapeutico e della cura delle malattie. 

L’anno seguente lo stato dell’Ohio ha creato il Gruppo di lavoro sulla sanità dei neri e delle minoranze. Circa 2000 persone hanno partecipato agli interrogatori pubblici effettuati a Cleveland, a Columbus, a Cincinnati, Toledo, Akron, Youngstown e Dayton. Dopo mesi di delibere, il Gruppo di lavoro ha presentato una relazione al governatore.  Una delle raccomandazioni è stata quella di creare una Commissione sanitaria per le minoranze.  In luglio del 1987 l’Assemblea generale dell’Ohio ha passato la legge no. 171 dando vita alla Commissione sanitaria per le minoranze in Ohio, la prima iniziativa intrapresa da uno stato americano per affrontare le inequità tra la maggioranza della popolazione e le minoranze etniche nel settore sanitario. Attualmente esistono 46 Uffici sanitari statali per le minoranze.    

Anche se la gran parte del dibattito sulla riforma sanitaria riguarda l’accessibilità ai servizi, è molto importante capire che il problema non è l’accessibilità, il problema è la disparità. 

La disparità sanitaria è la quantità sproporzionata delle malattie, delle invalidità e della morte in un gruppo particolare rispetto al resto della popolazione. La disparità sanitaria è provocata da una serie di circostanze caratterizzate da differenze nei seguenti ambiti:
(1) l’ambiente
(2) l’accesso, l’uso e la qualità dei servizi
(3) lo stato di salute e/o
(4) i risultati particolari nel campo della salute che vanno studiati da vicino.

La necessità di avere servizi culturalmente e linguisticamente adatti 
Negli ultimi anni molte organizzazioni si sono dedicate ad eliminare la disparità sanitaria in vari modi. Se vi dicessi che tre uomini sono morti di infarto, un nero, un asiatico e un bianco, la cosa non farebbe meraviglia. Se però aggiungessi che il nero era sulla quarantina, l’asiatico sulla ventina e il bianco sull’ottantina capireste meglio cosa significa disparità nella popolazione.  

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Le disparità sanitarie negli Stati Uniti sono ben documentate e sono storiche, croniche e persistenti. Mentre ci impegnamo ad eliminarle diventa sempre più chiaro che il problema non è in realtà l’accesso ai servizi sanitari ma ai servizi adeguati secondo la cultura e il gruppo linguistico di appartenenza degli assistiti. Molte volte le cure sono accessibili ma non hanno senso per i clienti. La disparità sanitaria è causata da fattori comportamentali di base che è importante comprendere.  

Dei servizi adeguati dal punto di vista culturale e linguistico vanno ben oltre avere a disposizione degli interpreti. 
Dobbiamo anche offrire una cura comprensibile e rispettosa che sia compatibile con le convinzioni culturali del cliente e con le pratiche in cui crede. Quando parliamo di dieta e si parla di purè e asparagi ad un latinoamericano che è abituato a mangiare fagioli ed enchiladas, la conversazione non ha più senso, anche se si parla in spagnolo!  Chi offre dei servizi deve avere un’ attenzione particolare alle caratteristiche demografiche del territorio in cui si trova.   

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La disparità sanitaria danneggia
le minoranze culturali

Il materiale per i pazienti che sia facilmente comprensibile dovrebbe essere distribuito nella loro lingua. Gli errori dovuti alle incomprensioni culturali e/o linguistiche nel campo sanitario possono provocare serie lunghissime di appuntamenti, di diagnosi sbagliate, di visite inutili al pronto soccorso, di degenze più lunghe, ecc. Dobbiamo continuare a cercare nuovi modi di aiutare le comunità di colore, le organizzazioni tribali e le nazioni ad essere sane, fisicamente, mentalmente, socialmente, economicamente e politicamente.    

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