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VOCI SFP

settembre/ottobre 2011
Vol. VII, No. 5 ©

 

In questo numero

Introduzione
Il dono e la sfida di condividere il carisma con la Comunità della Vita del Senegal
Una grande famiglia allargata…..Nostra Signora dei Boschi a Cincinnati
Rassegna fotografica: apostolato con vari gruppi in Italia
Congadas: preghiera di gruppo, rituale e celebrazione in Brasile

La creatività: energia vitale per la
Comunità della Vita

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Cammino lungo i binari della metropolitana di New York, aspettando il mio treno. Sono fisicamente immersa sotto terra, fra una  miriade di sguardi diversi: mi sembra che tutte le etnie del pianeta siano raccolte qui, mentre sono circondata da asiatici, sudamericani, neri, bianchi. Mi domando: dov’ è il cuore della comunità della vita?

Provo a entrare in contatto con l’anima di tanti stranieri come me. Mentre tamburi  o chitarre suonano melodie originali e l’aria sottoterra è pesantemente calda, immagino le storie di vita della gente che mi circonda. Siamo un unico popolo che viaggia sottoterra, siamo un unico popolo mosso da motivazioni  e sogni diversi.

Tra vibrazioni di suoni e rumori assordanti, osservo il calore di gesti particolari, mentre odori nuovi  e profumi particolari mi raggiungono: fantastico sulla sete di vita di chi mi circonda, sugli amori, le speranze, le confidenze.

photoSento che il cuore della comunitàdella vita è qui, tra le emozioni  e le incertezze di  tutta questa gente in viaggio come me. Vedo rovistare nell’ immondizia alla ricerca di lattine e bottiglie sporche da rivendere. Percepisco che il mistero della comunità della vita è impresso dentro questa ricerca e questa precarietà.

Allargo lo sguardo al pianeta: flussi migratori di popoli, tsunami che devasta nazioni, commercio internazionale di persone, organi ed armi, riciclaggio di denaro, instabilità economiche e politiche,  bisogni di libertà e giustizia pagati col sangue, nuove schiavitù  che costringono bambini, donne e uomini  a vivere  in condizioni disumane o a vendere i propri corpi.

Mi domando dove sono oggi gli aliti dello Spirito Santo che ricrea la faccia della terra, dove sono le speranze di  guarigione e trasformazione.  Sento fortemente che sono racchiusi  in tanti nostri gesti creativi, che possono superare i modi consolidati di pensare ed agire;  sono nella semplicità dei nostri atteggiamenti quotidiani e nell’energia dei nostri corpi ;  sono nel dialogo che ci apre a nuove comprensioni della realtà;  sono nel coraggio di scelte audaci; sono in tanti sorrisi e in tante  lacrime raccolte ed asciugate ...

Scendo dalla metropolitana e cammino fino a contemplare il sole che tramonta  sull’East Rever fra pennellate di luci, schizzi di colori, profumi, risate di turisti e traffico assordante.  Mentre l’acqua disegna le sue onde e i grattacieli di Manahattan sembrano sfidare l’infinito, mi domando quali sono le sfide a cui siamo chiamate oggi per condividere il nostro carisma tra la gente.

Viviamo in diversi contesti geografici, culturali e sociali e percepisco che  ovunque siamo sfidate a condividere  le ispirazioni, a comprendere le differenze e unificare i cuori, a  creare contatti ed intrecciare relazioni, ricomponendo  le vite frammentate. 

Possiamo realizzare nuovi sentieri di guarigione ed aprire alla speranza.
Nel gioco di equilibrio tra sacro e profano, intuisco la chiamata a raccogliere desideri, sogni, prospettive, disincanti, rabbie, frustrazioni, domande ed  inquietudini, sparse nei cuori di donne  e di uomini.
Come pellegrine, attente  alle trasformazioni dell’esistenza, dei corpi, della natura, del cosmo, stiamo camminando nel mistero della  comunità della vita abitata da Dio, ricercando la sua presenza nello stupore o nella nudità della fede.

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La vita che narriamo attraverso le nostre esperienze è racchiusa tra il limite e l’infinito,  tra il tempo e l’etenità,  tra il possibile e l’assurdo. È carica di mistero, come tutti i gesti eucaristici quotidiani!
La vita che narriamo è creatività: creatività che genera guarigione e speranza tra le donne che esplorano nuovi sentieri, gli emigranti carichi di nostalgie, gli anziani  colmi di ricordi e di antichi sapori,  i  giovani inquieti in cerca di senso, le famiglie sfidate dall’instabilità, i bambini che giocano con le bolle di sapone.
E mentre il sole tramonta nell’acqua, comprendo che la nostra creatività può scorrere gratuitamente nel circolo della vita, così come scorre l’acqua lungo le rive dei fiumi e la linfa nella corteccia degli alberi.  La nostra creatività puo’ essere fonte di  energia, potenza vitale e vivacità per la comunità della vita.

Sr. Licia Mazzia, sfp
Consigliera congregazionale

[Foto di sr.Licia Mazzia]

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Il dono e la sfida di condividere il carisma con la Comunità della Vita in Senegal

Etienne Ndong, Associate

photoLavorare con le Suore Francescane dei Poveri mi ha fatto fare molte esperienze che mi hanno portato ad approfondire l’ amore verso il prossimo. Lavorare con gruppi e con famiglie è un continuo stimolo a condividere la spiritualità di missione e di servizio delle SFP. Questo è l’essenza del vivere il carisma delle Suore.

Sento che è un privilegio il vivere momenti che mi portano sempre più vicino a Cristo: prendersi cura dei pazienti, aiutarli, star loro vicino nei momenti più difficili, insegnando loro come proteggersi contro le malattie come la malaria, le malattie trasmesse sessualmente e l’AIDS.

La vita dell’Associato mi ha cambiato profondamente – sia spiritualmente che socialmente.
Cerco ogni giorno di sanare le piaghe di Cristo nelle persone che incontro al lavoro e nella vita di ogni giorno
. La pazienza è uno strumento importante per noi che lavoriamo nella clinica perché spesso ci troviamo davanti a barriere che si creano per la differenza di lingua.

Alcuni pazienti non capiscono la lingua nazionale Wolof – lingua usata dai più in Senegal. Di conseguenza, è necessario praticamente “recitare” per poter comunicare con tanti.

Le persone sono tanto contente della presenza e del lavoro delle Suore. Nella nostra clinica, i pazienti sono accolti e trattati bene anche se spesso non hanno soldi. Quando ci arrivano casi difficili, usiamo l’auto a disposizione della clinica per trasferire i malati nell’ospedale di Koungheul. Questo servizio dato gratis non lascia indifferenti i nostri pazienti. Spesso ci portano molti doni generosi come granoturco, noccioline; qualche volta poi, i neonati che nascono nei nostri centri ricevono pure il nostro nome.

Le consultazione prenatali danno buoni risultati. Alle donne in attesa insegnamo tutto quello che devono sapere, come dormire sotto la rete per le zanzare, ecc. Le conversazioni che facciamo con loro possono diventare molto vivaci! L’altro giorno il Vescovo ha detto a una Suora che era molto grato della clinica di Missira perche’ gli arrivano echi di gioia dalle pazienti.

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Un ulteriore Regalo nella vita dell’Associato: il perdono
Il perdono e’ stato per me una forte esperienza. Nel passato, il perdonare era per me un segno di debolezza e di paura. Infatti, ogni volta che recitavo la Preghiera del Signore, non facevo neanche caso alla frase: “rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori.” Comunque, attraverso la preghiera e la meditazione, sono arrivato a capire che era sbagliato – e mi sono reso conto che c’era una grande contraddizione dentro di me. Cosi ho cambiato il mio atteggiamento e il modo di vedere le cose.

Una storia che non posso dimenticare…
Avevo avuto una disputa con una signora della mia parrocchia. Non ci parlavamo piu’ da mesi. Non volevo fare il primo passo di andare a visitarla e chiederle perdono. Comunque, la voce di Dio mi ha fatto ricordare le parole della Preghiera del Signore. Sono andato quindi ad incontrare questa signora e le ho chiesto perdono anche se ero io che ero rimasto offeso. E da quel giorno, siamo diventati grandi amici.

Sono profondamente grato alle Suore Francescane dei Poveri. Senza di loro, la mia vita non sarebbe come e’ oggi. Rimaniamo uniti prendendo cura delle piaghe di Cristo secondo gli insegnamenti della Beata Frances Schervier.

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Una grande famiglia allargata

[Tonie Lynn, Direttore Esecutivo di Nostra Signora dei Boschi, ha studiato a fondo come “essere di servizio ad un gruppo”, ma si rende conto che nello stesso tempo è a servizio anche di ogni singolo membro del gruppo! Nostra Signora dei Boschi è una comunità per anziani autonomi della zona di Cincinnati che hanno un reddito limitato ed è un ministero patrocinato dalle Suore Francescane dei Poveri dell’Area USA. Per saperne di più: http://www.ourladyofthewoods.net/Home_Page.html Ecco cosa Tonie pensa di questo....] ]

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Un residente di NSB guarda la TV nella sua stanza

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Cappella per la messa domenicale e per i giorni di festa

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Si mangia insieme in un'atmosfera di famiglia

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La casa

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Tonie Lynn, direttore esecutivo di NSB

La cosa più importante da ricordare riguardo al servizio dei gruppi è che tu non ti prendi cura solo di un gruppo! Magari parliamo di “residenti” come gruppo – ma la parola gruppo è più complessa, è un termine astratto. Un gruppo è composto da individui che sono accomunati da certe caratteristiche (per esempio, avere più di 55 anni) ma che hanno ciascuno delle necessita’ specifiche. Consideriamo una dei nostri residenti arrivata da poco...

La Storia Sacra di una Residente
La casa di questa persona è a soli 6 caseggiati da qui, ma lei si è fatta la sua casa qui a Nostra Signora dei Boschi (NSB)! Dopo aver preso cura dei suoi genitori, ha vissuto da sola nella sua grande casa per 12 anni. Non ha nessun altro famigliare. Un giorno ha avuto un incidente in casa e il suo medico l’ha fatta trasferire qui a NSB per 4 settimane, ma lei ha chiesto di rimanere ancora... per un altro po’. È felice di vivere con altre persone, ha bisogno di compagnia e le piace il cibo! A casa molto spesso non aveva niente da mangiare e si nutriva solo di panini di pollo comprato da McDonald. A Natale l’abbiamo vista così felice che ci ha commosso fino alle lacrime vederla così. Una volta che si è ripresa dall’incidente, la sua più grande necessità era “socializzare”. Una parola così fredda per una persona così amabile.

Cercando di conoscere ciascun residente, si impara ad amare e a prendersi cura di ognuno di loro personalmente e quando tu ami e ti prendi cura di qualcuno, non è più un lavoro.  Qualche volta vengo a Nostra Signora dei Boschi di sera solo per stare seduta e fare compagnia ai residenti. E non sono la sola! Per esempio, la nostra nuova cuoca, Jenny, che è qui da poco tempo, ci diceva ‘mi piace venire a cucinare per la mia famiglia!’ Le persone che lavorano qui, fanno molto di più di quello che viene loro chiesto perché ciascuno vuol ‘fare del bene per i membri della loro famiglia più anziani.

Essere al servizio delle persone che di questo gruppo particolare – gli anziani di Nostra Signora dei Boschi – fa parte del mio DNA. Sono arrivata a NSB quando ero una giovanetta: mia madre, Pauline McCane, lavorava con suor Antonita Mettert quando Nostra Signora dei Boschi era appena stata aperta. Suor Antonita voleva creare un ambiente sicuro per gli anziani, proprio per quelli che vengono lasciati perdere dal sistema sociale. I nostri residenti possono prendere cura di se stessi, e magari hanno pure un po’ di soldi, ma o non ce la fanno o sono fisicamente o emotivamente troppo deboli per vivere da soli.

Il nostro personale fa di tutto per aiutare i residenti a sentire che sono trattati come persone uniche al mondo. Abbiamo fatto in modo che NSB sia una vera casa in cui ci si trova a proprio agio. I residenti possono portarsi i mobili da mettere in stanza. La nostra sala da pranzo di stile famigliare dà loro la possibilità di avere un posto per mangiare, per salutarsi e incontrarsi. Abbiamo anche una biblioteca, una stanza per la musica, e, ancora più importante, la cappella, dove i residenti possono andare alla messa domenicale se lo desiderano. Noi, comunque, accettiamo anche persone di altre religioni e altre razze. Abbiamo anche una stanza per le varie attività dove i residenti sono ingaggiati in vari progetti e il Direttore delle Attività organizza anche delle gite.

I miei giorni cominciano presto la mattina, specialmente quando vado una volta alla settimana al negozio degli “Alimentari gratis”. Negli ultimi anni, le donazioni di cibo sono diminuite, ma le necessità delle persone sono aumentate in confronto a ciò che posso trovare lì... Così ci vado la mattina presto per cercare di prendere ciò che di meglio che riesco trovare per la nostra ‘famiglia’. Come potete immaginare quindi prendersi cura di un ‘gruppo’ è come ‘adottare una grande famiglia allargata!

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Rassegna fotografica: apostolato
con vari gruppi in Italia

Intorno alle nostre Comunità, nelle città dove siamo, si riuniscono gruppi di fidanzati, coppie e famiglie. Con loro condividiamo un cammino di formazione e di condivisione della fede.

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Incontro nazionale delle Famiglie
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Gruppo Coppie della zona di Padova
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Gruppo Coppie della zona di Caserta
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Gruppo dei fidanzati
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Campo estivo per famiglie

Molte sono le occasioni di incontro e condivisione con i giovani: a livello locale e nazionale
promuoviamo week-end e giornate di fraternità.

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Gruppo dei giovani da varie zone presenti alla Beatificazione di Giovanni Paolo II
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Con le adolescenti a Casetta Nova
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Campo estivo con i giovani della Liguria
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Con i giovani ad Assisi

Il servizio con i poveri La cura e l'attenzione ai poveri si esprime in molti modi. In queste immagini potete vedere alcuni momenti di fraternità e condivisione con gli ospiti del progetto Raggi di Sole a Roma

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Ad Assisi con gli ospiti del progetto Raggi di Sole
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Condivisione del pasto con gli ospiti

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Con gli ospiti del progetto Raggi di Sole


[Foto di sr. Giannica Selmo]

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La devozione mariana afro-brasiliana delle Congadas: Preghiera di gruppo, rituale e celebrazione in Brasile

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In ottobre abbiamo una festa molto importante per la cultura di Pires do Rio. La festa delle Congadas è molto conosciuta ed esprime la fede e la devozione alla Madonna come patrona del popolo nero. La festa dura un mese e ha avuto origine dalla dura realtà dell’esperienza coloniale, spesso violenta, dei popoli afro-braziliani ; è patrocinata dal comune, dalla Confraternita di nostra Signora del Rosario e della nostra Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù. Per noi questo è un ministero: coordiniamo le novene e organizziamo i trasporti, l’alloggio e il vitto dei gruppi che visitano la Congada (e che fanno tanta strada per arrivare). Pregare e celebrare tutto il ciclo del Rosario come parte delle Congadas è una cosa che si ripete ogni ottobre, il mese del rosario. 

Cosa sono le Congadas? Ricordo, preghiera e rituale
La Confraternita di nostra Signora del Rosario in Brasile è la confraternita più conosciuta, fondata dal popolo nero per esprimere in modo particolare l’amore alla Vergine. In Brasile la pratica della preghiera del rosario è stata diffusa dai gruppi di schiavi africani che si esibivano nelle “Cigadas” e che sono le danze preferite dagli africani portati in Brasile come schiavi. Questi schiavi neo convertiti preferivano dei santi del loro stesso colore come S. Benedetto il Moro, figlio di schiavi, e S. Ephigenia, una principessa etiope.  

Quando gli africani sbarcavano dalle navi che li portavano in Brasile come schiavi entravano in una vita nascosta, inghiottiti dai quartieri della servitù. Gli era vietato il culto delle divinità africane e così cominciarono a creare e a mettere in mostra dei tessuti basati sulla fede cattolica. Tanti africani si sentivano consolati e aiutati dalla Madonna. 

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I neo-convertiti si sentivano in modo particolare attratti da Maria Regina ed esprimevano la loro devozione nei suoi confronti dicendo il rosario, marciando, danzando e andando in processione. Gli schiavi africani si mettevano un telo colorato di traverso sul petto e il rosario e cantavano, in lacrime, la propria lotta per la libertà. In questa pratica si sente l’influenza dei domenicani, che avevano portato la tradizione di nostra Signora del rosario in Africa, imponendo le pratiche della Chiesa.   

Anche se erano isolati, gli schiavi africani potevano scegliere i capi della propria comunità. Più tardi questi leader formarono una “famiglia reale” per l’occasione, servita da una corte nera organizzata con una gerarchia di tipo militare. C’erano un « re », una « regina », un « generale » e un « capitano » alla testa di un « battaglione » con tanto di nacchere e tamburi. Questi battaglioni si raccoglievano in quelle che chiameremmo confraternite e poi questi gruppi (le Congadas) andavano per le strade in processione sperando nella libertà e per onorare Maria.  

Le Congadas oggi

Così negli anni il popolo afro-brasiliano ha formato altri gruppi, che hanno dato origine alla Confraternita di Nostra Signora del Rosario in Brasile. A Pires do Rio, è la parrocchia cattolica del Sacro Cuore di Gesù ad essere responsabile di questa confraternita. Noi facciamo parte del Consiglio della stessa. 

Il “Ternos de Congo” [Gruppo di Congada] è molto allegro e si festeggia nelle città di Pires do Rio, Catalão e Goiânia, nello stato di Goiás e nella città di Araguari, nello stato di Minas Gerais. A Pires do Rio le prove per le Congadas sono iniziate nel 1958. Nel 1962, per la prima volta, la festa di nostra Signora del Rosario si è fatta sotto un tendone coperto con rami di un albero che si chiama bacuri. 

Siamo molto contenti di poter dare un contri buto a rinnovare la vita di questo gruppo, alla loro preghiera e alla loro festa! 

Aluísio Aguiar Pereira e
Maria do Carmo de Souza Pereira, associati
Pires do Rio, Brasile

Per guardare le Congadas in Brasile premere qui:
http://www.youtube.com/watch?v=CXEonQIcgm0&feature=related

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2011 Franciscan Sisters of the Poor